Cina:Auto, case in gara per l’export Usa

30 novembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

I gruppi automobilistici cinesi sono in gara per chi riuscirà ad aprire la strada delle esportazioni nel ricco mercato statunitense battendo sul tempo le concorrenti.
Chery, che di recente sigla una partnership di produzione motori con Fiat, sembra in pole per riuscire nell’obiettivo, avendo già da un anno formato per questo intento una joint venture, Visionary Vehicles, con l’imprenditore Usa, Malcom Bricklin. Ma il costruttore cinese si tira indietro, affermando di non essere ancora pronto per vendere auto sul mercato stelle e strisce, anche se probabilmente continuerà a fornire supporto per l’assemblaggio auto con il suo partner Usa. Bricklin prende dunque contatti con altri emergenti gruppi cinesi e il suo interlocutore privilegiato sembrerebbe ora Shanghai Automotive Industrial, secondo maggior produttore auto del Paese. Altri potenziali candidati sono First Automative Work Group e Geely Automobile. C’è intanto chi si muove su altri fronti: Hebei Zhongxing Automobile dice di aver stabilito un’intesa con l’americana Chamco Auto per predisporre un network vendite e un servizio d’assistenza.
La politica di espansione sui mercati internazionali messa in atto dai gruppi cinesi, che peraltro ricevono assistenza dallo Stato attraverso incentivi finanziari, ma anche legislativi e servizi assicurativi, sta dando copiosi frutti. Nel 2005 l’export di auto e componenti balza del 34 per cento sul 2004, a quota 10,93 miliardi di dollari. Nel dettaglio, la Cina esporta 176.239 unità di veicoli, 11.031 in più dell’ import, per la prima volta risultato inferiore al volume d’export. L’obiettivo dell’industria auto cinese ora è, secondo le affermazioni del vice ministro al Commercio, Wei Jianguo, aumentare l’export sul mercato internazionale al 10 per cento nei prossimi dieci anni dall’attuale quota dello 0,7 per cento.
Chery già annuncia di voler esportare il prossimo anno il 30-40 per cento della sua produzione complessiva, mentre Geely dichiara di voler vendere all’estero circa i due terzi delle sue auto entro il 2015, per un totale di 2 milioni di unità. Dopo anni di crescita dinamica, la Cina è il secondo maggior mercato mondiale dopo gli Stati Uniti e punta anche al sorpasso nell’arco di dieci anni.

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