CGIL, bufera sui voucher. L’Unità a Camusso: “Hai perso senso realtà”

9 gennaio 2017, di Laura Naka Antonelli

CGIL nella bufera dopo la notizia del ricorso ai voucher per pagare i propri dipendenti. Proprio quei voucher contro cui il sindacato si è opposto tante volte, tanto da proporre tre quesiti referendari per abrogare parte della riforma del lavoro del governo Renzi, nota anche come “Jobs Act”.

Uno di questi quesiti auspica l’eliminazione del lavoro accessorio, che viene pagato soprattutto con i voucher. Fin qui tutto bene, almeno prima della bomba mediatica esplosa qualche giorno fa, quando a Bologna lo Spi, il sindacato CGIL pensionati, ha ammesso di far ricorso ai voucbher per pagare alcuni suoi attivisti.

Immediata la reazione della stampa, con diversi quotidiani che hanno puntato il dito contro la leader della CGIL Susanna Camusso accusandola di ipocrisia nel migliore dei casi. Tanto che il sindacato, bombardato anche dagli sfottò scattati subito sui social, ha tentato di correre ai ripari. Ma come si dice, in alcuni casi il rimedio è peggio del male.

Il sindacato ha di fatto inviato una lettera riservata che è stata poi diffusa da La Repubblica, con disposizioni ai vertici per “minimizzare con la stampa”. Così si legge nella mail:

“L’obiettivo che dobbiamo perseguire in queste ore delicate deve essere quello di rilanciare la validità delle nostre ragioni, supportate da milioni di firme raccolte nei mesi scorsi, evitando i processi ed evitando di alimentare fratture nella organizzazione e nella sua immagine pubblica”.

Questo, al fine di “fermare l’enfasi eccessiva” di quello che è diventato praticamente uno scandalo. Tania Scacchetti, appena nominata segretaria confederale della Cgil nazionale, firmataria della lettera inviata insieme al suo collega Nino Baseotto, ha commentato così al ilfattoquotidiano.it la nota interna, che è stata diffusa lo scorso 6 gennaio.

“Si tratta di una scelta condivisa da tutta la segreteria nazionale”.

E ancora Sacchetti afferma che la nota

“era un invito a tutti i nostri rappresentanti ad utilizzare la testa nella comunicazione pubblica. Serviva per evitare eventuali tensioni su una vicenda che, seppure non porterà ad alcun provvedimento interno, deve farci riflettere. Ma mi preme ribadire che siamo di fronte ad un episodio singolo che non va ingigantito. E che non può in alcun modo delegittimare il nostro impegno per questa campagna referendaria”.

Atal proposito, proprio dopodomani 11 gennaio la Corte Costituzionale si pronuncerà sul’’ammissibilità dei tre quesiti presentati dalla CGIL avanzati dalla Cgil. Alle accuse di ipocrisia Sacchetti si difende, sempre dal Fatto Quotidiano:

“Quello dell’uso dei voucher da parte dello Spi di Bologna è un caso isolato, a fronte di un lavoro enorme e collettivo durato per mesi. Alla notizia è stata data una visibilità notevole: ma è inaccettabile che si cerchi di oscurare il milione e più di firme raccolte dal nostro sindacato per abolire i voucher”.

Sotto i riflettori, sempre a causa dello scandalo voucher, è la critica che il direttore dell’Unità Sergio Staino ha rivolto a Camusso, con tanto di risposta che non si è fatta attendere.

Sergio Staino a Susanna Camusso: Hai perso senso realtà delle cose

Così Staino, che ha criticato la leader della Cigl per non aver seguito le orme dei suoi predecessori, del calibro di Lama e Trentin, per far crescere i lavoratori,

“dar loro la capacità di sentirsi attori principi della costruzione della democrazia, eliminando tutte quelle forme di ribellismo sterile e fine a se stessoche la lezione storica marxista liquidava con l’aggettivo ‘sottoproletario’. Solo in questo senso il sindacato avrebbe potuto svolgere il suo ruolo di interlocutore del Parlamento e del Governo, alternando il dialogo alla lotta per i propri diritti”.

Staino precisa:

“Purtroppo nella tua azione e nel tuo pensiero, Susanna, io non ritrovo questo obiettivo così alto e così doveroso per un sindacato che abbia la voglia di migliorare la condizione del mondo del lavoro in una democrazia avanzata qual è la nostra. Ormai la tua azione è solo un continuo, ripetitivo attacco al governo di turno, senza offrire al contempo un progetto, una prospettiva e una conseguente azione politica. Un sindacato non può rimanere sulle barricate a tempo indeterminato aspettando che si cambi il governo. È un’attesa sterile. Tu devi imparare a confrontarti con la politica, a dialogare, a contrattare, tenendo il sindacato lontano dalle singole strategie dei partiti. Ti prego di rifletterci bene e ti prego oggi che ti è arrivato un bel segnale, se hai la volontà di coglierlo. Il segnale è la notizia di quei compagni dello SpiCgil emiliano che stanno tranquillamente utilizzando i voucher per pagare le loro collaborazioni. Sì, proprio quei voucher che tu hai avuto l’ardire di chiamare “pizzini mafiosi”.Non ti sembra di esagerare? Non ti sembra che hai perso il senso della realtà delle cose, della loro concretezza? Tutte cose che invece non mi sembra abbiano perso quei compagni dello Spi-Cgil. Cerca quindi di ritornare sui grandi binari della nostra storia sindacale, della nostra esperienza, delle nostre lotte di unità e di progresso”.

La CGIL risponde: attacchi a Camusso, toni inaccettabili

La risposta di Susanna Camusso non si è fatta attendere. In una lettera all’unità

“Caro direttore, abbiamo letto il tuo editoriale su l’Unità del 7 gennaio che hai scelto di scrivere come lettera al Segretario generale della Cgil. Purtroppo, dal tuo articolo dobbiamo desumere che ancora non è sconfitta quella tendenza alla esasperata personalizzazione del dibattito politico e sociale che a noi pare uno dei mali più profondi dell’oggi. Il tuo intervento ci colpisce e non ci piace anzitutto per questo: il violento, crudo (con toni francamente inaccettabili) attacco alla persona che porta la responsabilità di essere il Segretario generale della Cgil, ma che proprio per questo è stata ed è sempre portatrice e interprete delle decisioni dell’insieme del gruppo dirigente, mai personali. (…) Su un punto fondamentale la Cgil – in parte unitariamente, in parte no – dissente, non da oggi, con i Governi che negli ultimi quindici anni si sono succeduti alla guida del Paese: le politiche sul lavoro, l’assenza di una strategia per l’occupazione, la pervicace azione contro i diritti individuali e collettivi. Si, caro Staino, su questo non Susanna Camusso, ma tutta la Cgil si è opposta e continuerà ad opporsi. (..) Tu hai creato quell’indimenticabile personaggio che è Bobo: ironico, critico, a volte dissacrante. Non vorremmo dover constatare che il diritto di critica e la mobilitazione sociale valgano ormai, per un pezzo di “compagni di strada”, solo per i personaggi dei fumetti e non per le persone in carne ed ossa”.

La Presidente del Direttivo nazionale della Cgil, i componenti della Segretaria confederale ed i Segretari generali di tutte le Categorie nazionali: Nino Baseotto, Massimo Cestaro, Vincenzo Colla, Rossana Dettori, Gianna Fracassi, Maria Grazia Gabrielli, Ivana Galli, Alessandro Genovesi, Roberto Ghiselli, Maurizio Landini, Franco Martini, Giuseppe Massafra, Agostino Megale, Emilio Miceli, Ivan Pedretti, Morena Piccinini, Alessandro Rocchi, Tania Scacchetti, Francesco Sinopoli, Serena Sorrentino, Claudio Treves

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