Centrale rischi: allarme giustificato con insolvenza certa

13 novembre 2017, di Giovanni Falcone

Centrale rischi: allarme giustificato con insolvenza certa!

 

Non tutte le “sofferenze” sono uguali. Questo è il verdetto ultimo della sentenza n.25512del 26 ottobre u.s. della suprema Corte di Cassazione, laddove ha stabilito che una Segnalazione alla Centrale rischi della Banca d’Italia è una cosa seria.

Il merito della questione era già stato risolto dalla corte territoriale, che aveva dato ragione al ricorso di due viticoltori che avevano lamentato un eccesso di zelo del Banco di Sicilia, che aveva inopinatamente trasmesso un “alert” di insolvenza alla Centrale Rischi della Banca  d’Italia.

Perché la “segnalazione” sia giustificata, lo stato d’insolvenza deve essere strutturale e definitivo.

Non si può e non si deve procedere ad alcuna “segnalazione” se la situazione di crisi è momentanea, transitoria, legata ad una crisi di liquidità temporanea che fa saltare la rata di un mutuo.

Secondo la Corte di appello, il settore vitivinicolo ha una stagione dei ricavi circoscritta alla fine dell’anno, con costi distribuiti per tutto l’esercizio finanziario e pertanto una crisi di liquidità e abbastanza usuale. Inoltre, bisogna considera la solidità patrimoniale degli imprenditori, la puntualità dei rapporti pregressi etc.

Per la Cassazione, di cui alla sentenza citata in premessa,  la decisione della Corte d’appello è corretta.

Per questo motivo sia la Banca che la società finanziaria sono state condannate a provvedere alla definitiva cancellazione della segnalazione e al risarcimento dei danni da liquidare in separata sede con altro giudizio.

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