CAUSA COLLETTIVA DEI CONSUMATORI ANTI-MICROSOFT

22 novembre 1999, di Redazione Wall Street Italia

Al primo verdetto del giudice Thomas
Penfield Jackson che ha accusato la Microsoft di Bill Gates
di aver abusato della sua posizione di monolista sul
mercato, bloccando di fatto la concorrenza, si aggiungono ora le azioni legali private contro Bill Gates.

Una causa collettiva ”class-action” sara’ annunciata oggi in California. La settimana scorsa a New Orleans, un avvocato ha intentato un’azione legale
al tribunale federale, in rapprensentanza di milioni di
proprietari di Windows 98 negli Stati Uniti, asserendo che Microsoft
usava ”l’intimidazione per ridurre le scelte dei consumatori forzandoli a
pagare prezzi piu alti”.

In precedenza, una piccola agenzia pubblicitaria di
New
York aveva seguito la stessa formula di ”class-action”, in rappresentanza di mille di clienti nello stato di New York. La piccola agenzia si chiama Seastrom Associates Ltd. e la sua causa e’ stata in effetti la prima dopo il verdetto del giudice della U.S. District Thomas Penfield con cui Microsoft e’ stata accusata di essere ”un monopolio che soffoca la concorrenza”.

”Questo e’ solo l’inizio di una corsa al tribunale”, ha spiegato Stephen Azinn, un
avvocato antitrust che ha scritto un articolo sul New York Times.

”Potrebbe diventare un fenomeno simile a quello che si e’ verificato con le class-action contro le aziende del tabacco” dice il legale.
Microsoft ha minimizzato i rischi insiti in questi sviluppi legali. ”Siamo preparati a defenderci, e a difenderci
aggressivamente, se neccessario” ha detto l’avvocato di Microsoft Tom Burt.

Terry Gross, uno dei tre legali curatori dell’azione legale anti-Microsoft in California, ha spiegato che il
numero di persone coinvolte, in quanto utenti di Windows, e’ di ”almeno 10 milioni”. Ecco perche’ queste class-action, precisano gli analisti,
potrebbero diventare una “valanga” contro Bill
Gates.

Il tutto arriva proprio mentre si prospetta
un’apertura nel procedimento intentato dal Dipartimento
della Giustizia, con la nomina del mediatore da parte del
giudice Thomas Penfield Jackson.

Le cause collettive rischiano di essere una vera e propria minaccia per Bill Gates, forse peggio
dello “spezzatino” prospettato per la società, cioé di una
divisione in più tronconi della Microsoft, almeno sotto il
punto di vista finanziario. Milioni di acquirenti delle diverse
versioni del suo sistema operativo potrebbero infatti
chiedere al colosso del software il rimborso di
centinaia di milioni di dollari, forse anche miliardi.

Tuttavia, secondo gli ultimi sondaggi svolti da societa’ rispettabili, nella causa anti-trust intentata contro il colosso del software dal Dipartimento della Giustizia, la grandissima maggioranza – cioe’ tra il 70 e l’80% degli americani – sta dalla parte della Microsoft. E l mediatore nominato dal giudice Jackson dovra’ tenerne conto.

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