Catalogna, appello indipendentisti: “Prosciugate i conti correnti”

20 ottobre 2017, di Alessandra Caparello

BARCELLONA (WSI) – È corsa agli sportelli bancari in Catalogna dopo che l’Assemblea Nazionale ha invitato i cittadini a prelevare la maggiore mole di denaro possibile dai bancomat questa mattina, possibilmente entro le ore 9:00. Prese di mira sono le banche che hanno espresso l’intenzione di andarsene dalla regione con mire secessioniste. Tra queste CaixaBank e Banco Sabadell, che hanno deciso di spostare la sede legale da Barcellona a Madrid.

A renderlo noto è Bloomberg che parla di un video pubblicato ieri in cui la stessa Assemblea ha chiesto ai catalani di prelevare soldi dalle prime cinque banche, a partire da CaixaBank e Sabadell, in segno di protesta contro la loro decisione di spostare il domicilio legale fuori della regione.

“Se sei un cliente di Banco Sabadell o di Caixa, esprimi il tuo disaccordo con lo spostamento dei loro domicilio al di fuori della Catalogna”.

Nelle ultime settimane i due istituti di credito hanno deciso infatti di trasferire la propria sede al fine di proteggere le società dagli effetti di una possibile dichiarazione di indipendenza di Barcellona dalla Spagna.

A spaventare l’ipotesi del commissariamento da parte di Madrid in virtù dell’articolo 155 della Costituzione spagnola che si applicherebbe per la prima volta nella storia spagnola e quindi ancora è poco chiaro sapere cosa succederà veramente.

Ma la corsa agli sportelli è un chiaro sintomo di timori e preoccupazioni e che la situazione è ormai al limite. Caixabank e Sabadell, insieme a BBVA sarebbero i tre istituti più a rischio perché potrebbero avere ripercussioni in futuro a causa del trasferimento di diverse aziende dalla Catalogna: un terzo delle entrate dei tre istituti deriva infatti dalla zona catalana.

Ieri è scaduto l’ultimatum di Madrid alla Catalogna e domani il governo spagnolo guidato dal premier Mariano Rajoy ha annunciato che inizierà la procedura per sospendere l’autonomia catalana. Il premier ha fatto sapere oggi che la crisi ha ormai raggiunto un punto critico e con la decisione di sabato il calderone potrebbe esplodere.

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