Catalogna: accusato di ribellione, Puigdemont chiede asilo politico in Belgio

31 ottobre 2017, di Alessandra Caparello

MADRID (WSI) – Appena proclamata l’indipendenza della Catalogna il governatore Carles Puigdemont, destituito dal premier spagnolo Mariano Rajoy, è volato alla volta a quanto pare del Belgio. Insieme a lui altri 5 membri del suo governo.

Il presidente catalano si trova nell’unico Paese dell’Unione Europea che ha mostrato qualche timida apertura e così dopo qualche ora dal suo arrivo avanza una richiesta d’asilo. “No comment” per ora dal governo belga e il presidente della regione belga della Fiandre.

Intanto in Spagna il procuratore generale José Manuel Maza ha chiesto l’incriminazione per il presidente catalano destituito Carles Puigdemont con l’accusa di ribellione, sedizione e malversazione. Denunciati anche i ministri del suo governo per aver permesso la dichiarazione d’indipendenza, inclusa l’ex presidente della Camera Carme Forcadell e i membri dell’ufficio di Presidenza.

La procura ha indicato anche la necessità di un sequestro cautelare di beni pari a 6,2 milioni di euro, legati ai costi per il referendum tenutosi lo scorso 1° ottobre. Toccherà adesso ad un Tribunale decidere se accettare o meno la richiesta del procuratore generale.

Il primo ministro Mariano Rajoy ha convocato elezioni anticipate per il 21 dicembre e, a governare la Catalogna, ora è la vice-presidente del governo spagnolo, Soraya Saenz de Santamaria, che ha destituito anche Josep Llluis Trapero, il capo operativo dei Mossos, la polizia regionale catalana.

E alle prossime elezioni parteciperà anche il Partito indipendentista del deposto presidente, il PDeCAT, come ha detto il portavoce del partito, Marta Pascal.

“Il 21 andremo alle urne, ci andremo con convinzione e ci impegniamo a rispettare ciò che dirà la società catalana”.

 

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