Caro spread: quanto costerà alle banche nel 2019

30 novembre 2018, di Alessandra Caparello

Avvio di seduta poca mossa oggi per lo spread tra BTp e Bund sotto quota 290 punti e in generale da quando il governo giallo-verde ha aperto ad una limatura della manovra di bilancio, così come chiesto dalla Commissione europea, il differenziale si è in un certo senso stabilizzato.

Ma nei mesi scorsi il rincaro dello spread c’è stato e ha fatto danni al paese. In primis alle banche. Lo scrive Il Sole 24 Ore secondo cui Unicredit nei giorni scorsi ha emesso un bond senior non preferred come fece a gennaio ma mentre a gennaio pagò un interesse pari a 70 pb sopra il tasso europeo swap, ora di ben 420 punti base. Un tasso impressionate come ha affermato Giampiero Maioli, numero uno in Italia di Credit Agricole. Un tasso che ha finito per preoccupare tutto il comparto come ha sottolineato anche il CEO di Banco Bpm Giuseppe Castagna.

Noi non possiamo permetterci di fare operazioni con tassi così alti.

Il problema sarà il prossimo anno visto che ci sarà la necessità di raccogliere fondi e in maniera anche consistente. In particolare dice Deutsche Bank le prime sette banche italiane nel 2019 avranno bisogno di oltre 45 miliardi di obbligazioni in scadenza da rinnovarle con nuovi bond. Nel 2020 poi andranno in scadenza anche i Tltro, i finanziamenti Bce e in realtà le banche dovranno raccogliere da 45 a 108 miliardi totali.

Proprio nell’anno in cui lo spread tra BTp e Bund rende il mercato obbligazionario in salita e costoso, le banche italiane si trovano dunque grosse necessità finanziarie (…) Stima Deutsche Bank che – per le 7 banche italiane – potrebbe salire nel 2019 di oltre un miliardo del complesso. A pagare il conto potrebbero essere famiglie e imprese.

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