Caro spread: possibili nuove tasse e commissariamento

3 dicembre 2018, di Alessandra Caparello

Il caro spread ha un impatto su tutti i settori dell’economia e se alcuni danni si vedono subito, altri a distanza di tempo. Lo scrivono Milena Gabanelli e Giuditta Marvelli per il “Corriere della Sera”.

Le banche italiane sono tra le più esposte agli effetti negativi dello spread ma finora hanno retto relativamente bene comprando 39 miliardi di Btp.

Ma se lo spread resta elevato, per le banche diventa più difficile far quadrare i conti. La conseguenza sarà una stretta sui servizi e sui prestiti a famiglie e imprese, che già oggi stanno facendo più fatica ad ottenere credito.

Non solo le banche. A pagare lo scotto del caro spread anche i contribuenti.

Lo Stato infatti deve pagare gli interessi sul debito pubblico che complessivamente vale 2.300 miliardi. Ogni anno vanno a scadenza circa 400 miliardi di titoli, detenuti da assicurazioni, banche, finanziarie, fondi. Italiani ed esteri. Gli interessi, ogni anno, costano allo Stato circa 60 miliardi, e Banca d’ Italia ha calcolato che il raddoppio dello spread degli ultimi mesi ci è già costato 1,5 miliardi in più. Se lo spread dovesse restare sui valori di oggi, nel 2019 saranno 5 i miliardi di interessi che dovremo aggiungere, e saliranno a 9 nel 2020. Soldi che bisognerà trovare togliendoli dagli investimenti o dai servizi per i cittadini, dalla sanità alla scuola.

Il problema, scrivono, è che chi ha comprato i nostri titoli vuole interessi più alti perché ha paura che i conti dell’ Italia peggioreranno e si fida meno delle sue capacità di onorare un debito pubblico pari al 132% del Pil.

Quindi o siamo così bravi da convincere il mercato che la manovra del governo produrrà buoni risultati, oppure se questa «tensione» dovesse protrarsi nel tempo, o aumentare, il rischio è quello di una spirale perversa. Dopo ulteriori declassamenti del nostro debito che renderebbero difficile trovare compratori per i Btp, si aprirebbero scenari molto incerti per tutto il sistema Paese. Con rischi di nuove tasse per i cittadini oltre che di un commissariamento da parte dell’ Europa.

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