Carige, diktat Bce: “Malacalza non può dirigere la banca”

6 dicembre 2017, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – La famiglia Malacalza  che controlla già il 17,6% di Banca Carige non potrà esercitare sull’istituto ligure un’influenza sulla gestione operativa configurabile come attività di direzione e coordinamento.

La direttiva è arrivata da Bce e Bankitalia secondo quanto ricostruito da Radiocor Plus. In vista dell‘aumento di capitale la Malacalza Investimenti ha presentato istanza a fine ottobre alle due authority per ottenere il via libera ad aumentare la propria partecipazione fino al 28%. Proprio al fine di ottenere l’autorizzazione la holding, pronta a salire al 28% di Carige, ha modificato il proprio statuto.

Se la strada sembra preclusa per la banca ligure, nei confronti di altre partecipate la holding potrà svolgere funzioni di coordinamento tecnico, amministrativo e finanziario. Come spiega una fonte legale all’agenzia di stampa, questa preclusione però non impedirà alla Malacalza Investimenti di continuare a esprimere la maggioranza dei consiglieri di amministrazione dell’istituto: nell’assemblea dell’aprile 2016, la famiglia ha indicato 10 dei 15 amministratori dell’istituto.

La notizia arriva mentre Carige ha sottoscritto un accordo vincolante tra Banca Carige e Credito Fondiario per la cessione prosoluto di un portafoglio di crediti ipotecari e chirografari in sofferenza con un valore nominale lordo al 30 marzo 2017 pari a circa 1,2 miliardi di euro.

Il perfezionamento della transazione è previsto entro fine 2017. L’istituto ligure ha annunciato inoltre di avere siglato con Credito Fondiario anche un accordo vincolante per la cessione del ramo d’azienda relativo alla piattaforma di gestione dei crediti deteriorati unitamente alla sottoscrizione di un contratto di servicing pluriennale. Il valore della transazione è pari a 31 milioni anche in questo caso con effetti migliorativi rispetto a quanto previsto nel Piano Industriale.

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