Capitale umano: Italia fabbrica di talenti ma incapace di usarli

13 settembre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Nella classifica dello sviluppo del capitale umano l’Italia si piazza al 35esimo posto su 130 paesi, dietro a nazioni come Lituania, Ucraina, Repubblica Ceca, Russia, Estonia e Slovenia, Cina, Bulgaria, Malaysia.

A stilare la classifica l’Human Capital Report 2017 del Wef, il World Economic Forum da cui sarebbe emerso che l’incapacità dei paesi a sviluppare adeguatamente i talenti dei giovani stia sostenendo le disuguaglianze e li stia privando di opportunità e di un accesso a lavori migliori.

Il ranking delli’ndagine si basa essenzialmente su quattro fattori: la capacità di formare il capitale umano, il suo utilizzo nel lavoro, lo sviluppo effettivo del capitale umano tramite istruzione e formazione professionale e da ultimo la disponibilità dei lavoratori qualificati e la complessità dell’economia.

Ai primi posti della classifica troviamo Norvegia, Finlandia, Svizzera e nella top ten figurano Usa, Danimarca, Germania, Nuova Zelanda, Svezia, Slovenia e Austria.

E l’Italia? Il nostro paese, come rivela l’indagine, è una vera  e propria fabbrica di talenti e si piazza al 35esimo posto ma non li sfrutta a dovere.

“In Italia il vero problema è la distribuzione dei talenti nell’economia. La partecipazione attiva alla forza lavoro è molto bassa per un paese avanzato e nella fascia di età 25-54 anni scende al 103esimo posto, un divario generalmente malsano tra donne e uomini nell’occupazione non aiuta a migliorare le prospettive degli italiani per realizzare il potenziale di crescita”.

Il belpaese sviluppa solo il 67 per cento del suo capitale, un dato che è sopra la media globale che viaggia intorno al 62% ma lontano da paesi al top al 77%.

Secondo il rapporto infine l’incapacità dei Paesi di sviluppare al meglio i propri talenti è al centro del dibattito sulle ineguaglianze. Se gli investimenti nell’istruzione non si traducono in opportunità di lavoro di alta qualità si contribuisce infatti alle disparità di reddito.

Sviluppo capitale umano: Italia al 35esimo posto

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