Caos Catalogna: Rajoy pensa a referendum costituzionale nazionale

9 novembre 2017, di Alessandra Caparello

ARCELLONA (WSI) – Ancora nel caos più totale la Spagna per la questione Catalogna. Ieri la regione è stata praticamente paralizzata da uno sciopero generale  indetto da un sindacato indipendentista per chiedere la liberazione dei dieci detenuti politici in carcere a Madrid.

Bloccate strade, autostrade e linee ferroviarie e anche il confine con la Francia. E mentre la Corte costituzionale spagnola ha dichiarato “nulla”, come previsto, la proclamazione della Repubblica indipendente adottata il 27 ottobre scorso dal parlamento catalano, Carme Forcadell, la presidente del parlamento, accusata di ribellione, sedizione e malversazione dalla procura spagnola è arrivata nella sede del Tribunale Supremo per essere interrogata da un giudice.

Carles Puigdemont, il presidente catalano, è in Belgio e da lì condurrà la campagna elettorale per le prossime elezioni indette il 21 dicembre. La situazione è alquanto confusionaria visto che i tre grandi partiti indipendentisti (PdeCat, Erc e Cup) non hanno trovato un accordo su una lista unica, come chiesto dal presidente Carles Puigdemont, entro i tempi indicati – a  mezzanotte scadeva il termine per la presentazione delle coalizioni.

Il governo centrale guidato dal premier Mariano Rajoy è pronto indire un referendum costituzionale nazionale al fine di venire incontro alle richieste degli indipendentisti catalano, come ha detto alla Bbc il ministro degli esteri Alfonso Dastis.

“Abbiamo istituito una commissione in Parlamento per esplorare la possibilità di emendare la Costituzione per essere in grado di rispondere meglio alle aspirazioni di alcuni dei catalani. Riconosciamo che c’è una situazione politica da risolvere, ma in ogni caso è chiaro che la decisione verrà presa, dovrà essere presa da tutti gli spagnoli”.

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