Cade segreto bancario e gli italiani evasori scappano da qui. Ma non tutti

26 gennaio 2017, di Alessandra Caparello

La Carinzia è un paesino austriaco di 1700 anime fra verdi laghi che è diventato il crocevia di italiani, tra chi scappa e chi rimane, per motivi diversi. Come racconta un articolo de Il Corriere della Sera, tra chi scappa dalla ridente Carinzia ci sono gli evasori, coloro che per dieci anni hanno potuto contare sul segreto bancario, segreto che ora, come ha voluto il nuovo presidente, l’ambientalista Alexander Van der Bellen, è caduto, ed è corsa alla chiusura dei conti e alla fuga con milioni mai dichiarati.

Tra chi invece rimane e non ha alcuna intenzione di andare via giovani imprese e startupper che hanno trovato nella Carinzia un nuovo Eldorardo, grazie alla rapidità di insediamento e fiscalità più leggera, come racconta Tarcisio Pagnozzi, cfo della Dmc shop.

“In Austria siamo start up. Noi paghiamo più tasse rispetto a San Marino e le autorizzazioni numericamente sono le stesse. Ma cambiano le risposte, i tempi. Da me gli austriaci sono venuti con un pullman che era un ufficio tecnico e dopo 15 giorni avevamo l’autorizzazione. E poi, diciamolo, non esistono mazzette. Obiettivi? Ora abbiamo 4 dipendenti, nel 2020 saremo in 200″.

Ma c’è anche chi invece scappa dalla Carinzia dopo la mannaia imposta dal nuovo governo. Dal 30 giugno del 2017 le banche austriache dovranno consegnare all’agenzia delle entrate viennese le liste dei correntisti italiani con nomi, cognomi e capitali depositati alla data del 31 dicembre 2016. E poi dal 1° ottobre successivo l’agenzia li riverserà al Fisco italiano, che avrà così modo di vedere chi non li aveva dichiarati.

La deadline per le banche affinchè facciano i nomi degli evasori italici è fine giugno, mentre la scadenza per estinguere conti e libretti era il 31 dicembre. Tra chi fugge però c’è anche chi ancora spera in un passo indietro del governo e ad una possibile sanatoria del governo italiano.

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