Btp, 40% dei giovani senza lavoro: boom del rischio sovrano

1 febbraio 2017, di Daniele Chicca

Il rischio del credito sovrano italiano è salito ai livelli più alti degli ultimi tre anni, con gli investitori preoccupati per il deterioramento ulteriore del mercato del lavoro e per il futuro politico della terza potenza economica dell’area euro.

Per la prima volta da giugno 2015, la disoccupazione giovanile è cresciuta superando il 40% e i Btp hanno incominciato ad accusare il colpo. I rendimenti a 10 anni dei titoli di Stato sono saliti all’1,815%, con una fase di rialzi che non si vedeva dai tempi anteriori a quando Mario Draghi, a luglio 2012, aveva annunciato che la BCE avrebbe fatto “tutto il possibile” (“Whatever it takes“) per salvare l’euro.

Il risultato del rialzo dei tassi sui Btp decennali è un ampliamento dello Spread con i rendimenti dei Bund omologhi, misura del rischio sovrano del paese. Il differenziale si è issato ai massimi dal 2014, su livelli più alti rispetto anche ai momenti di massima tensione per il referendum costituzionale (vedi grafico sotto).

A dicembre il tasso di disoccupazione tra i giovani è risalito dello 0,2% rispetto a novembre in Italia, attestandosi al 40,1%, stando ai dati Istat pubblicati ieri. La percentuale di disoccupati in generale è del 12%, risultato invariato rispetto al mese precedente, ma in crescita dello 0,4% in confronto a dicembre 2015.

L’andamento va contro corrente rispetto al resto dell’Eurozona, dove la disoccupazione è in realtà scesa nell’ultimo mese del 2016, anche se di poco, abbassandosi al 9,6% dal 9,7%, grazie alla creazione di 121 mila nuovi posti di lavoro.

A influire negativamente sulla percezione di solidità del credito sovrano dell’Italia e quindi sullo Spread e i rendimenti dei Btp sono inoltre le incertezze politiche suscitate dalle possibili elezioni anticipate nel 2017.

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