Brexit, Tusk e Juncker: lo spazio di trattativa è nullo

11 dicembre 2018, di Alberto Battaglia

“Abbiamo raggiunto un accordo ed è il miglior accordo possibile ed è anche l’unico possibile”: così il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, è intervenuto di fronte ai parlamentari europei commentando la scelta “sorprendente” con il quale il governo May ha posticipato la ratifica dell’accordo Ue-Regno Unito sulla Brexit. L’ipotesi di riaprire il tavolo delle trattative, ha precisato Juncker, non porterebbe lontano: “Non c’è alcuno spazio di sorta per la rinegoziazione” del Brexit deal. L’unica cosa che l’Ue può offrire al governo May è “uno spazio sufficiente per fornire ulteriori chiarimenti e ulteriori interpretazioni”.

 

Alcune ore prima anche il presidente del Consiglio europeo, l’organo d’impulso politico Ue, aveva annunciato via Twitter la stessa linea dura. “Non rinegozieremo il nostro patto”, scriveva Donald Tusk, “ma siamo pronti a discutere su come facilitare la ratifica britannica. Mentre il tempo s’esaurisce, discuteremo la nostra preparazione a uno scenario senza accordo”.

Fra gli aspetti che non possono essere ridiscussi Tusk ha citato espressamente la questione del confine irlandese, che per restare privo di controlli doganali (un confine “morbido”) prede in extremis che Regno Unito aderisca all’unione doganale europea. Quest’ultima, però, impedisce al Regno Unito il perseguimento di una politica commerciale autonoma, ad esempio in materia di dazi.

 
Ieri Theresa May ha fatto sapere che il meaningful vote del parlamento britannico, che sarebbe stato chiamato ad approvare il Brexit deal, è stato rimandato a data da destinarsi. Sembra che comunque esso avrà luogo entro il 21 gennaio.

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