Brexit: Theresa May sotto pressione cerca nuovi chiarimenti con l’Ue

3 gennaio 2019, di Alessandra Caparello

Il Primo Ministro Theresa May in cerca di “chiarimenti” da parte dell’Unione Europea sulla questione irlandese, mentre cerca di vendere il suo accordo sulla Brexit ai parlamentari. Secondo il Financial Times, la premier inglese dovrebbe parlare con i leader dell’UE, tra cui la cancelliere tedesca Angela Merkel, il primo ministro olandese Mark Rutte e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, nel tentativo di rendere il suo accordo più attraente agli occhi dei deputati di Sua Maestà.

Il Primo Ministro vuole garanzie che il piano di sostegno sarà limitato nel tempo e il Regno Unito non sarà intrappolato in un’unione doganale temporanea per un periodo di tempo indefinito. Sull’intesa raggiunta dalla May con Bruxelles si è espresso anche il leader dei Laburisti Jeremy Corbyn ribadendo che il suo partito voterà contro e ha invitato la premier a “tornare a Bruxelles, dire che questo accordo non è accettabile per la Gran Bretagna e rinegoziare un’unione doganale con l’Unione europea”. Sulla possibilità di un secondo referendum, sostenuto dal 72% dei membri del suo partito, Corbyn però non si è sbilanciato.

“Il secondo referendum è una delle opzioni ma se ne discuterà soltanto dopo il Parlamento avrà votato”.

Intanto un sondaggio di 81 importanti economisti mette in luce come la Brexit finirà per deprimere la spesa dei consumatori e gli investimenti delle imprese nel Regno Unito nel 2019. Secondo quanto riporta il FT la crescita del Regno Unito rimarrà agli attuali livelli dell’1,5% anche se il paese beneficia di una ripresa del mercato sulla base di un accordo con l’UE. La maggioranza degli economisti intervistati a dicembre non ha previsto con fermezza la crescita per il prossimo anno, e molti hanno sostenuto che per quest’anno era impossibile dare previsioni a causa dell’incertezza “globale” e “cronica” che era diventata “uno stile di vita” nel Regno Unito.  Secondo Nina Skero, responsabile di  macroeconomia del Centre for Economics and Business Research,  a prescindere dai suoi effetti a lungo termine, “nel 2019, Brexit sarà peggiore o terribile per l’economia britannica”.

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