Brexit: Spagna e parlamento UK possono fare saltare piano May

23 novembre 2018, di Alessandra Caparello

Si respira un certo ottimismo sui mercati europei mercati per via dell’accordo stretto tra Londra e Bruxelles sul confine irlandese. I termini dell’accordo sul ritiro e la dichiarazione sulle relazioni future dovrebbero essere firmati dagli stati membri la prossima domenica.

La premier inglese Theresa May affermando che un accordo è vicino, ha insistito che il Regno Unito debba lasciare l’UE il 29 marzo 2019, in modo che possa concentrarsi su altre questioni. Il documento sulle relazioni future siglato giovedì, noto come “dichiarazione politica”, non è giuridicamente vincolante, ma sarà il punto di partenza per i negoziati di cooperazione dopo l’uscita del Regno Unito.

L’accordo è stato pesantemente criticato da molti parlamentari per mancanza di dettagli.
Tra le file dei detrattori dell’accordo anche l’ex segretario alla Brexit Dominic Raab il quale parlando alla stampa ha ammesso che il patto siglato da Theresa May è “ancora peggio” di rimanere nell’UE. Il principale Brexiter, che ha rassegnato le sue dimissioni la scorsa settimana in segno di protesta contro l’accordo di ritiro negoziato dal primo ministro, ha dichiarato di non sostenere la permanenza nell’UE.

Non posso sostenere un accordo a tempo indeterminato in cui l’UE detenga il veto sulla nostra capacità di uscire (…) l’accordo è un ibrido dell’unione doganale dell’UE e degli obblighi del mercato unico”.

A livello europeo è la Spagna ora il principale oppositore per via del nodo di Gibilterra. Il ministro degli Esteri spagnolo, Joseb Borrell, ha chiarito che potrebbero esserci “sorprese dell’ultimo minuto” sulla Brexit se la questione di Gibilterra non viene risolta.

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