Brexit parte seconda: dolorosa quanto la prima

20 giugno 2017, di Daniele Chicca

Il 23 giugno 2016 gli inglesi hanno deciso di dire addio all’Unione Europea, provocando turbolenze sui mercati e scossoni politici giganteschi. Dopo che il governo britannico ha fatto ricorso ufficialmente all’articolo 50 del Trattato di Lisbona, ora la Brexit entra nella sua seconda fase e questa potrebbe essere, per il Regno Unito per lo meno, altrettanto se non più dolorosa della prima.

Quando l’esito del voto è stato ufficializzato la sterlina britannica ha perso il 13% contro il dollaro e le quotazioni dell’oro hanno fatto un balzo dell’8% se misurate in dollari, ma ancora più se confrontate al PIL. Lo choc sui mercati finanziari era annunciato perché la vittoria del Leave è stata una sorpresa.

Questa settimana hanno preso il via i negoziati tra i due blocchi per stabilire i nuovi patti della partnership post divorzio. L’Unione Europea ci perde soltanto se non viene trovato alcun accordo, mentre Londra ha tanto da perderci in termini commerciali, puramente economici e finanziari, in tutti i casi.

James Rickards sottolinea in un editoriale che “un nuovo terremoto politico ed economico dopo quello di un anno fa rischia di travolgere il Regno Unito. “Potete considerarla come una Brexit Parte II“. Gli choc di mercato saranno probabilmente “grandi almeno quanto la Brexit originale” secondo l’avvocato esperto di materie finanziarie e autore di bestseller di successo come “Currency Wars: The Making of the Next Global Crisis”.

E come in ogni momento di crisi sui mercati, le opportunità di guadagno – come quelle sfruttate da chi ha shortato la sterlina e comprato oro prima del voto del 23 giugno di un anno fa – sono dietro l’angolo e sono anch’esse, così come i rischi per l’economia britannica, grandi quanto lo erano prima del referendum sulla Brexit.

Di seguito è riportata un’infografica di Stampaprint sulla situazione della Brexit un anno dopo, che fa il punto su ciò che è accaduto in questi dodici mesi e le questioni che dovranno essere affrontate nelle prossime settimane.

situazione riguardo ciò che è accaduto in questi dodici mesi e le questioni che dovranno essere affrontate nelle prossime settimane. (Immagine: Stampaprint)

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