Brexit, Parlamento chiamato a un voto storico

8 febbraio 2017, di Daniele Chicca

I parlamentari britannici hanno tutti i dettagli e le informazioni necessarie per potersi esprimere a favore o contro l’avvio della procedura di Brexit, l’addio di Londra dall’Unione Europea deciso con il referendum del 23 giugno 2016.

Stasera i politici dell’aula inglese voteranno sul progetto di legge del governo del premier Theresa May per fare ricorso all’articolo 50 del Trattato di Lisbona, che fa scattare ufficialmente l’iter di due anni che, passando per i negoziati con le autorità europee, porterà alla fine dell’esperienza del Regno Unito in seno al blocco Ue.

Per conoscere l’esito del voto sulla Brexit bisognerà aspettare almeno fino alle 21 italiane, le 20 ora locale, ma il risultato dovrebbe essere favorevole all’esecutivo. Così per lo meno si sono espressi i deputati già prima di conoscere il libro bianco strategico del governo May, in cui è delineata la strategia negoziale che Downing Street intende seguire nelle trattative con Bruxelles.

Secondo gli analisti e commentatori il progetto di legge dovrebbe incassare l’ok del Parlamento senza emendamenti. Dopo il voto, il disegno di legge passerà al vaglio della Camera dei Lord, dove secondo Emily Nicol, economista di Daiwa Capital Markets Europe, dovrebbe passare nessuna modifica che rischierebbe di tenere le mani legate al primo ministro May nei negoziati sulla Brexit.  

Da parte sua le autorità europee hanno già fatto sapere che dalla Brexit risulteranno condizioni evidentemente meno convenienti per Londra rispetto agli accordi commerciali pre esistenti. Il Regno Unito ha sempre avuto uno statuto particolare che le consentiva di giovare di alcune eccezioni anche quando faceva ancora parte dell’Ue.

Brexit, Londra perderà 30mila posti di lavoro

Con gli ultimi accordi siglati nel 2016, Londra aveva ottenuto alcuni vincoli addizionali, tra cui un alleggerimento burocratico, un controllo più rigido sui benefici sociali dei lavoratori europei, una certa autonomia bancaria, l’indicizzazione degli assegni dei figli dei lavoratori emigrati che restava nel Regno Unito e infine l’impegno a non partecipare alla transizione verso una centralizzazione dei poteri a Bruxelles.

Votando a favore della Brexit l’anno scorso, il 52% dei cittadini britannici hanno fatto capire che non sono interessati soltanto al fatto che Londra eviti di cedere progressivamente la sovranità al potere centrale dell’Europa Unita, ma piuttosto al ritorno all’indipendenza totale del Regno Unito dall’Ue.

Londra otterrà l’autonomia bancaria completa, ma potrebbe perdere fino a 30 mila posti di lavoro nel settore finanziario con la Brexit. Secondo i calcoli del think tank Bruegel, mentre Parigi, Amsterdam, Dublino e soprattutto Francoforte, trarranno vantaggi dalla Brexit, la City inglese perderà appeal.

 

 

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