Brexit: negoziati a un binario morto, doppio gioco dell’Ue

13 ottobre 2017, di Livia Liberatore

L’Unione europea sembra fare il doppio gioco sulla trattative sulla Brexit: in pubblico afferma che non si potrà procedere alla seconda fase dei negoziati, quella sulle relazioni post Brexit fra Regno Unito e Unione europea, mentre in privato si prepara già a questo momento. Il passaggio alle discussioni sul libero commercio e sul futuro dei rapporti con l’Ue è desiderato con forza dal governo di Theresa May che invece rallenta le trattative sulla Brexit e sugli oneri finanziari del suo Paese verso l’Ue

La Bbc ha confermato il 13 ottobre alcune indiscrezioni del giornale tedesco Handelsblatt secondo cui l’Unione europea starebbe pensando di offrire al Regno Unito un periodo di transizione dopo la Brexit. Secondo la Bbc ci sarebbe la bozza di un documento preparato dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk: con questo testo l’Ue si starebbe preparando per le negoziazioni post Brexit sul commercio con il Regno Unito. Il documento afferma che i leader europei chiederanno a Michel Barnier, capo negoziatore per l’Ue, di iniziare a preparare la transizione, anche se questo non significa che si comincerà a discuterne con il Regno Unito.

Le trattative sul libero commercio potrebbero aprirsi a dicembre, se il primo ministro britannico Theresa May migliorasse la sua offerta sui costi dell’uscita per il Regno Unito, da pagare all’Unione europea. Secondo la Bbc, il documento è un’apertura verso gli inglesi per incoraggiare il governo a raggiungere un accordo con l’Ue. Il documento chiede il passaggio al negoziato sulle future relazioni al fine di passare in modo rapido alla fase successiva delle trattative. Alcuni giorni fa May aveva proposto una transizione di due anni post Brexit sulla quale, secondo quanto scritto dal Financial Times, Germania e Francia avevano espresso la loro contrarietà.

Il negoziato, arrivato al suo quinto round, è in un momento di blocco. A livello ufficiale, fin quando non si troverà un accordo sull’uscita dall’Ue che regoli elementi come il saldo degli obblighi finanziari britannici verso Bruxelles e il nodo delle due Irlande, non si potrà procedere a trattare il tema delle future relazioni fra Regno Unito e Unione europea. Altro punto chiave: i diritti dei cittadini europei che vorranno restare nel Paese dopo la Brexit. Il 12 ottobre Barnier ha dichiarato che non potrà  annunciare la settimana prossima ai Ventisette che ci sono stati “sufficienti progressi” nel negoziato per poter discutere della futura relazione tra i due blocchi.

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