Brexit: leader Ue premono per un secondo referendum

21 settembre 2018, di Alessandra Caparello

Vorremo che si verificasse l’impossibile e che la Gran Bretagna avesse un altro referendum. Così Joseph Muscat, premier di Malta parlando sulla Brexit in occasione del Vertice di Salisburgo. Dopo le dichiarazioni del sindaco di Londra Sadiq Khan e di altri laburisti, il fronte del secondo referendum in Gran Bretagna si sta espandendo a macchia dolio.

“Vorremmo che accadesse quasi l’impossibile, che il Regno Unito indica un altro referendum. Penso che la maggior parte di noi apprezzerebbe una situazione in cui esiste la possibilità che il popolo britannico metta le cose in prospettiva, vedendo che cosa è stato negoziato, vedendo le opzioni e poi decidendo una volta per tutte”.

All’interno dell’Ue  dopo il premier maltese, parlando alla Bbc radio anche quello ceco Andrej Babis ha affermato che un secondo referendum potrebbe risolvere il problema perché i cittadini inglesi potrebbero cambiare idea.

“Sono molto scontento che il Regno Unito stia uscendo, dunque sarebbe forse meglio avere un altro referendum e forse nel frattempo la gente potrebbe aver cambiato la sua opinione. Perchè allora risolveremmo il problema abbastanza rapidamente”.

Categorica la premier inglese Theresa May.

“Se vogliamo raggiungere una conclusione positiva, così come il Regno Unito ha cambiato la sua posizione, anche l’Ue dovrà cambiare la sua posizione (…) sono fiduciosa che con buona volontà e determinazione possiamo raggiungere un accordo che sia giusto per entrambe le parti (…) non ci sarà mai un secondo referendum. Voglio essere assolutamente chiara, questo governo non accetterà mai un secondo referendum. Ora chiedo alla leadership Labour di escludere un secondo referendum e smettere di tentare di frustrare il processo della Brexit”.

Ma il fronte del referendum bis sulla Brexit si apre anche tra i conservatori inglesi e la May potrebbe avere in tal senso le spalle al muro. Al momento la petizione lanciata dal quotidiano The Independent per un nuovo referendum ha ottenuto oltre 810mila firme. Il tempo scorre e il 29 marzo 2019, giorno dell’uscita della Gran Bretagna dalla Ue, si avvicina. Sempre più carico di incertezza.

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