Brexit: Irlanda potrebbe bloccare tutto

27 gennaio 2017, di Alberto Battaglia

La Brexit innegabilmente andrebbe a impattare direttamente un Paese sopra tutti gli altri: l’Irlanda. Le conseguenze del distacco del Regno Unito dall’Unione Europea potrebbero avere conseguenze talmente profonde da innescare un referendum nella vicina repubblica: di questo è convinto il fondatore del think-tank Institute of international and european affairs (Iiea), Brendan Halligan, secondo il quale una consultazione popolare irlandese sarebbe “inevitabile”.

 Halligan, intervenuto a un seminario presso la sede dublinese dello Iiea, ha precisato poi in una nota che “se questo trattato risultasse in un forte rottura con l’economia irlandese, un deterioramento della posizione sullo scacchiere e l’introduzione di dazi su alcuni beni sensibili come i prodotti agroalimentari irlandesi, l’elettorato d’Irlanda voterebbe mai ‘Sì’? Improbabile”.

Dal punto di vista giuridico è molto difficile definire se e quanta voce in capitolo potrebbe avere l’Irlanda sulla Brexit. In linea di principio, riferisce l’Irish Times dando risalto a questo dibattito, “la Brexit potrebbe innescare un referendum se andasse oltre gli obiettivi della legge europea esistente, o violasse clausola di sovranità nella Costituzione o imponesse nuove limitazioni al governo”.

Secondo il professore Gavin Barrett, della scuola di legge dello University college di Dublino, “in linea di principio” non c’è ragione per la quale “una riduzione del numero di stati membri dell’Unione Europea dovrebbe innescare un referendum”, a meno che non si venisse a creare nel patto sulla Brexit un nuovo organismo comunitario per gestire le relazioni fra Ue e Regno Unito.

In tal caso potrebbe rendersi necessario l’ok irlandese: “se le istituzioni che sono coinvolte cedono potere” allora “potrebbe essere necessario un referendum”. Ma, secondo Barnett, la prospettiva è remota.

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