Brexit, “governo perderà ricorso alla corte Suprema”

25 novembre 2016, di Daniele Chicca

LONDRA (WSI) – A inizio dicembre non c’è solo l’appuntamento con il referendum costituzionale. A Londra tiene banco un altro voto che potrebbe decidere le sorti dell’Europa: la Corte Suprema inglese si esprime di nuovo sull’articolo 50 dei trattati di Lisbona e in particolare sulla possibilità che il governo britannico avvii il processo di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea senza passare dal Parlamento.

Secondo giuristi e accademici il governo rischia di perdere il ricorso. Si complica quindi l’addio di Londra al blocco a 28: se i giudici voteranno contro il governo britannico, la premier Theresa May non potrà bypassare l’aula, la cui stragrande maggioranza dei parlamentari è contrario alla Brexit, per invocare l’articolo 50. E l’aula potrebbe teoricamente opporsi alla Brexit.

In un caso simile a inizio mese tre giudici di alto profilo della Corte hanno stabilito che sarebbe illegale per un primo ministro far scattare l’articolo che prevede l’uscita del paese dall’Ue senza prima consultarsi con i parlamentari. May, che ha fatto appello contro la sentenza, ha già detto che un dibattito si svolgerà in aula, ma che non ci sarà nessun voto, visto che il popolo ha già deciso.

In un voto che ha lasciato l’Europa sbalordita, i cittadini britannici hanno votato con il 52% dei consensi a favore dell’uscita dall’Ue. La Corte Suprema si riunisce per deliberare ancora una volta sul caso dal 5 all’8 dicembre e stavolta tutti i giudici saranno presenti, per la prima volta dalla creazione del tribunale nel 2009.

Ricorso alla Corte Suprema: posta in palio enorme

La posta in palio è enorme: se il governo vince, May potrebbe far scattare l’articolo 50 nel 2017 come promesso. Tuttavia, per ribaltare il voto unanime di novembre gli avvocati dovranno trovare un argomento molto convincente.

Come stima Trevor Tayleur, professore dell’Università di Diritto, il verdetto della corte sarà con ogni probabilità di nuovo sfavorevole al potere esecutivo. Alcuni esperti di diritto riconoscono che l’argomentazione a favore del governo nella prima istanza giudiziaria avrebbe potuto essere presentata meglio dai rappresentanti legali di May.

Detto questo, Tayleur sottolinea che “il giudizio della corte gira, è unanime ed è stato dato da giudici molto influenti” come il Lord Giudice Capo (secondo magistrato per ordine di importanza) e il Master of the Rolls, il terzo giudice più importante del paese. Di solito sono chiamati a esprimersi alla Corte d’Appello, ma – data l’importanza del caso – sono stati convocati per il caso davanti alla Corte Suprema, dove hanno deciso che il parlamento britannico deve essere interpellato e votare sull’avvio dell’iter della Brexit.

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