Brexit, governo May accusato di oltraggio al Parlamento

5 dicembre 2018, di Alessandra Caparello

In vista del voto dell’11 dicembre in Parlamento sull’accordo che Theresa May ha trovato con Bruxelless per la Brexit, una nuova tegola si abbatte sull’inquilino di Downing Street. Per la prima volta la Camera dei Comuni di Londra ha censurato il governo in carica accusandolo di “oltraggio al Parlamento”. Il tutto nasce dalla ritrosia del premier Theresa May a rendere noto il contenuto del parere legale sulla Brexit redatto dall’attorney general (il massimo legale) del governo Geoffrey Cox.

Un parere abbastanza scomodo per la May visto che in esso Cox scrive che se l’accordo raggiunto con Bruxelles per la Brexit venisse approvato dalla Camera dei Comuni, il Regno Unito rimarrebbe intrappolato “a tempo indeterminato” nell’unione doganale con l’Ue.  I laburisti così hanno chiesto di visionare il testo completo e la May ha rifiutato ma alla fine la premier ha ceduto e domani verrà svelato il contenuto completo della relazione di Cox.

L’accordo (di uscita) è positivo per entrambe le parti, se vogliono negoziare una relazione futura.

Così Simon Usherwood, vice direttore del think tank The UK in a Changing Europe, alla CNBC a cui ha aggiunto che il piano della May non è popolare ma non c’è nemmeno una chiara alternativa. Secondo l’accordo di ritiro, il periodo di transizione può essere esteso “fino a uno o due anni” per consentire ulteriori negoziati sulle relazioni future, che comprenderanno nuovi accordi commerciali. Secondo Usherwood è “dubbio” che sia il Regno Unito che l’UE raggiungeranno un compromesso durante questo periodo.

In particolare la politica commerciale è un settore critico per il primo ministro. Il problema qui è che i paesi terzi saranno riluttanti a concludere accordi con il Regno Unito mentre sta ancora negoziando i suoi accordi commerciali con l’UE, come ha sottolineato Richard Whitman di Chatham House. Appuntamento quindi all’11 dicembre per capire cosa accadrà.

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