Brexit, Farage ci ripensa: “meglio fare un secondo referendum”

12 gennaio 2018, di Livia Liberatore

L’ex leader del fronte pro Brexit non sembra avere le idee chiare sul futuro dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Farage è intervenuto ieri a un programma televisivo sulla rete privata Channel 5 e incalzato da un presentatore costernato ha affermato:

“Sto cambiando idea sulla questione. Gli oppositori della Brexit non smetteranno di cercare di ostacolarla. Forse, ma solo forse, sto pensando che dovremmo avere un secondo referendum sulla partecipazione all’Unione europea. La percentuale dei favorevoli al Leave sarebbe molto più alta di quella del referendum che ha deciso la Brexit”

Dunque un secondo referendum con lo stesso quesito di quello dello scorso 23 giugno 2016, che ha visto la vittoria con un margine sottile dei favorevoli all’uscita dall’Ue. Farage ha ripetuto l’idea anche sul suo profilo Twitter. A fargli cambiare idea è stata la campagna iniziata dall’ex premier laburista Tony Blair, insieme al leader dei liberali Nick Clegg e all’ex premier conservatore John Major, per un secondo referendum sul restare o meno nell’Ue, da tenere una volta concluso il negoziato fra Regno Unito e Unione europea sulle condizioni per la Brexit.

I tre ritengono che la volontà dei cittadini britannici potrebbe cambiare una volta conosciute le condizioni per l’uscita dall’Ue. La premier Theresa May ha risposto subito dopo l’intervento di Farage negando in modo netto la possibilità di un nuovo voto. “Sarebbe antidemocratico andare contro la volontà espressa alle urne”, ha detto May.

Poco dopo il voto dello scorso 23 giugno 2016, Nigel Farage si è dimesso da leader dell’Ukip, l’United Kingdom Independence Party che aveva incentrato il suo programma sull’indipendenza dall’Unione europea. Farage ha avuto un ruolo chiave nella convocazione del referendum, spingendo il governo dell’allora premier David Cameron a organizzare la consultazione.

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