Brexit: dai Lord duro colpo a May. Aperta crisi politica

8 marzo 2017, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – Nuovo schiaffo al governo di Theresa May dopo il risultato paradossale che nella serata di ieri è uscito dal palazzo di Westminster a Londra.

La Camera alta dei Lord ha approvato infatti un secondo emendamento al disegno di legge sull’attivazione della Brexit,  che prevede che il Parlamento, quando fra due anni si concluderà il negoziato sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, voti sui termini dell’accordo raggiunto e se lo ritiene necessario può costringere il governo a tornare al tavolo della trattativa per ottenerne uno migliore.

Anche la premier Theresa May aveva promesso al Parlamento un voto in merito alla questione della Brexit al termine della trattativa con Bruxelles, ma più che altro un voto di facciata. Ma ora questo secondo emendamento, votato a larga maggioranza, 366 voti a favore contro 268 contrari, che configura un diritto di voto significativo in mano al Parlamento che si arrocca il potere di valutare l’accordo con l’Unione europea e chiedere che venga modificato qualora appaia dannoso per gli interessi della nazione, infligge un ennesimo duro colpo alla May. Il primo emendamento, approvato anch’esso dai Lord prevede un diritto incondizionato a 3 milioni di europei residenti in Inghilterra di restarci anche dopo l’uscita dallUe.

Una dura presa di posizione che da più parti è vista come un sintomo di rivolta al governo della May tanto che si prospetta una possibile crisi politica e elezioni anticipate nel Regno Unito.

Per ora l’emendamento della discordia dovrà passare alla Camera dei Comuni dove l’esecutivo gode della maggioranza e punta a rovesciarlo. Tuttavia diversi deputati hanno già fatto sapere di non essere disposti a dare carta bianca al governo e di poter esprimere un voto sul risultato negoziale della Brexit. Intanto la sterlina, dopo il minimo da gennaio di ieri a 1,2170 dollari, oggi si riprende e viaggia sopra 1,22 dollari.

 

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