Brexit, Camera dei Lord vuole l’unione economica

9 maggio 2018, di Alberto Battaglia

La Camera dei Lord britannica ha votato con una maggioranza di 245 voti contro 218 un emendamento alla legge sulla Brexit che indicherebbe al Regno Unito la permanenza nell’area economica europea anche dopo l’uscita dall’Ue. Tale posizione si trova in contrasto con la volontà politica del governo e anche dell’opposizione laburista (che ha invitato all’astensione). I parlamentari pro-Ue della Camera dei Comuni, l’organo che avrà l’ultima parola in merito, ritengono di poter racimolare supporto sufficiente perché la decisione dei Lord non venga successivamente sovvertita.

 
Restare nell’area economica, come già avviene per Paesi extra Ue come la Norvegia, comporterebbe la libera circolazione delle persone e il rispetto di gran parte delle leggi europee sul mercato unico, vanificando quella che era stata interpretata come la volontà espressa dal referendum. Al tempo stesso, permanere nel blocco economico europeo permetterebbe di approfittare dei vantaggi del mercato unico, ma senza avere alcun potere di voto nel determinarne le regole.

 

Il ministro della Brexit, Lord Callanan, ha detto che questa Brexit morbida “significherebbe che si dovrebbe continuare ad accettare tutte e quattro le libertà del mercato unico, compresa la libertà di circolazione”.

Sulla stessa lunghezza d’onda i Lord hanno approvato anche un emendamento che vorrebbe lasciare al Paese la possibilità di fare parte di agenzie Ue anche a Brexit avvenuta.

Nonostante il parere espresso dalla camera alta, il governo sembra determinato a ribaltare il voto nella Camera dei Comuni.

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