Brexit: accordo con Ue “più ragionevole di quanto si pensi”

20 marzo 2017, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – La trattativa per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea potrebbe non essere così difficile, come scrive l’editorialista Wolfgang Munchau sul Financial Times. Il problema principale riguarda il fatto che un disegno di legge ‘con basi giuridiche solide non c’è, come non ci son precedenti finora da seguire ad esempio.

I trattati sul punto tacciono. Sono comunque problemi risolvibili purché entrambe le parti, Ue e Londra,  concordino su un principio molto semplice: ossia che la Brexit non deve essere l’occasione né per l’Unione Europea di guadagnare soldi facilmente, né per il Regno Unito di schivare i costi da pagare a seguito della sua decisione. E’ giusto che Londra paghi il prezzo della sua uscita dal mercato univo ma d’altra parte non è giusto che l’Unione europea colga la palla al balzo per fissare un prezzo per l’accesso al mercato. La cifra di cui si parla comunque, anche se non è stata confermata  di circa 60 miliardi di euro.

Ancora c’è tempo per discutere i dettagli della procedura, 18 mesi per l’esattezza. La notizia dell’ultima ora è che Theresa May chiederà l’attivazione dell’articolo 50 già il 29 marzo prossimo. Quel giorno infatti la primo ministro scriverà una lettera all’Unione Europea per notificare l’intenzione di invocare l’articolo del trattato di Lisbona, che definisce la procedura per abbandonare definitivamente il blocco a 28. L’ha confermato la portavoce di Downing Street. La Commissione europea ha risposto che è pronta a cominciare i colloqui fin da subito e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha fatto sapere che nel giro di 48 ore sarà pronta una bozza che chiarirà la strategia e le intenzioni dell’Ue in merito alle trattative sulla Brexit.

Ovviamente dire che andrà tutto liscio è alquanto azzardato anzi sarà uno scontro senza precedenti, ma è prevedibile che usciranno entrambi vinti. Certo è che è sbagliato dire che l’Unione europea si trovi in una posizione negoziale più forte rispetto al Regno Unito non considerando allora l’importanza di Londra come parte integrante della filiere dell’industria automobilistica europea nonché il fatto che in materia di sicurezza e difesa, nonché coordinamento a livello di politica economica, il Regno Unito è una delle nazioni più ricche e sviluppate  e come tale non potrà scomparire dopo la Brexit.

Una totale schiocchezza inoltre dire che loUe voglia punire il Regno Unito per dare un disincentivo agli altri paesi a non lasciare il mercato unico. Lounico paese che appare più isolato in Ue è la Polonia ma il suo elettorato è a stragrande maggioranza a europeista. I paesi nordici potrebbero aver perso un po’ di entusiasmo per l’Ue ma le elezioni in Olanda hanno ribaltato i pronostici. La situazione potrebbe capovolgersi se la Francia votasse Marine Le Pen.

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