Brexit: a rischio finanze personali di 36 milioni di clienti UE

20 giugno 2018, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – La Brexit mette in serio pericolo non solo la stabilità finanziaria dell’Europa ma anche le finanze personali di milioni di persone.

L’allarme arriva da TheCityUk  che rappresenta il settore finanziario della Gran Bretagna che, dice il gruppo, dovrà affrontare una “crisi incombente” dopo la Brexit in merito al potenziale fallimento dei principali contratti finanziari che operano in tutta l’UE, ponendo un “rischio significativo per la stabilità finanziaria e le finanze personali di milioni di persone, come quelle che hanno polizze assicurative”.

Il problema principale è che attualmente non esiste alcun accordo tra i negoziatori dell’UE e del Regno Unito in merito alle relazioni finanziarie da attuare nel post-Brexit con l’UE.  Il progetto di Theresa May di portare la Gran Bretagna fuori dal mercato unico significa che le imprese del Regno Unito non saranno più in grado di fare affidamento sul “passaporto” finanziario, l’accordo che consente loro di vendere liberamente servizi finanziari ai paesi dell’UE27. Perdendo questi diritti dopo la Brexit, le attività cruciali alla base di settori come la finanza aziendale e l’attività delle compagnie di assicurazione potrebbero essere seriamente compromesse.

Allo stesso modo, le aziende europee con contratti finanziari esistenti in Gran Bretagna dovranno affrontare un problema identico e non essere in grado di adempiere ai contratti esistenti con le aziende con sede nel Regno Unito.

“La portata di questo problema è significativa e interesserà sia i clienti del Regno Unito che quelli dello spazio economico europeo”.

Quanti sono questi clienti? Secondo la Bank of England, circa sei milioni gli assicurati del Regno Unito, 30 milioni di assicurati nello spazio economico europeo per circa 26 miliardi di derivati ​​non liquidati potrebbero essere potenzialmente interessati.

Da qui l’appello di Miles Celic, amministratore delegato di TheCityUK.

“Senza una soluzione praticabile, milioni di persone potrebbero essere lasciate senza una rete di sicurezza (…) si tratta di una questione tecnica non politica e richiede una soluzione tecnica non politica”.

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