Brexit, 50 banche pronte alla ricollocazione in Europa

7 novembre 2017, di Livia Liberatore

Le banche fanno sul serio: circa cinquanta istituti con sede nel Regno Unito hanno discusso i loro piani di ricollocazione con le autorità europee. Lo ha rivelato Daniele Nouy, capo della vigilanza della Banca centrale europea. Nouy ha dichiarato il 7 novembre a Francoforte che le licenze di circa venti banche sono in fase di valutazione da parte delle autorità di vigilanza del continente. La procedura non è ancora iniziata a livello formale ma potrebbe essere formalizzata molto in fretta, secondo Nouy.

Le banche internazionali stanno lavorando per spostare i loro dipendenti dal Regno Unito al continente europeo dopo la Brexit prevista per il 2019 per mantenere l’accesso al mercato unico europeo. L’amministratore delegato Sergio Ermotti ha dichiarato che Ubs  Group AG inizierà il processo di spostamento dei dipendenti di Londra a uffici ampliati nell’Unione europea all’inizio del prossimo anno. Francoforte, sede della Bce, è emersa come una delle destinazioni su cui far ricadere le scelte.

“C’è grande interesse del settore bancario internazionale ad avere Francoforte come base operativa“, ha detto a Bruxelles Peter Altmaier, ministro delle Finanze tedesco in carica. “E troveranno porte aperte. Troveranno persone qualificate e condizioni per lavorare e per rilassarsi che sono al di sopra della media “.

JPMorgan Chase & Co. sarebbe in procinto di affittare altri uffici, mentre Citigroup Inc. e Deutsche Bank AG starebbero già esplorando le possibili opzioni, secondo persone a conoscenza dei fatti. Goldman Sachs Group Inc. ha già firmato contratti di locazione per uffici dove non si trasferirà fino al 2019. Di alcuni giorni fa le previsioni della Banca d’Inghilterra: l’uscita dall’Ue provocherà la perdita di 75 mila posti di lavoro nel settore bancario e assicurativo britannico, soprattutto nel caso che i negoziati sulla Brexit si concludano senza un accordo complessivo con l’Unione europea.

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