Brain (Bny Mellon): “Bond spazzatura cari ma ancora attraenti”

10 gennaio 2018, di Pieremilio Gadda

Nessuna classe di attivo nel reddito fisso ha guadagnato più delle obbligazioni high yield nel 2017­: i 10 punti percentuali consegnati dai bond spazzatura, però, hanno messo in allerta alcuni gestori. Convinti che questo segmento a reddito fisso sia troppo caro e non consenta ormai di remunerare correttamente il rischio cui si espongono gli investitori. Specialmente negli Stati Uniti, dove da tempo si osserva un atteggiamento più aggressivo da parte delle società emittenti, tornate a premere l’acceleratore con veemenza sulla leva finanziaria. Ma come spiega Paul Brain, responsabile fixed income di Newton (società del gruppo BNY Mellon im) e gestore del fondo Global dynamic bond, in questa video-intervista a Wall Street Italia, l’universo high yield offre ancora valore.

“Di certo il livello dei rendimenti e gli spread attuali potrebbero suggerire che il mercato high yield abbia valutazioni elevate. A questo si unisce il fatto che il ricorso alla leva è più alto di quanto non sia stato negli ultimi anni (per cui le aziende sono piuttosto indebitate) e che le clausole per proteggere i creditori in caso di insolvenza sono attenuate nelle nuove emissioni. La combinazione di valutazioni elevate e di rischio alto può essere pericolosa. Ciò detto – premette Brain – in uno scenario economico favorevole, con una crescita positiva, tassi d’interesse che non crescono rapidamente e un’assenza di default che non ci aspettiamo tornino per almeno 12 mesi, tutto ciò significa che il mercato high yield resta attraente”.

Secondo Brain, la normalizzazione della politica monetaria da parte delle principali banche centrali non sarà destabilizzante per i bond. Ecco perché.

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