Borse virano in rosso, petrolio giù. Brexit: interviene Banca d’Inghilterra

20 giugno 2017, di Daniele Chicca

Dopo che Wall Street ha chiuso in rialzo grazie al rimbalzo dell’1,42% dei titoli tecnologici, anche la Borsa di Tokyo sale e dopo aver sfiorato i massimi di quasi due anni chiude la seduta con un progresso dello 0,81%. Per il Nasdaq è stata la miglior seduta dell’anno. A favorire le Borse giapponesi in un contesto altalenante per l’azionario asiatico sono le speranze di un rafforzamento dell’economia e il costante indebolimento dello yen sul dollaro Usa, che viene favorito dai toni da falco usati da alcuni esponenti della Federal Reserve come il vice di Janet Yellen, William Dudley. Secondo uno dei grandi alleati di Yellen l’inflazione dovrebbe risalire di pari passo con i salari. Restando in ambito valutario, sul Forex l’euro parte bene in area 1,116 dollari.

Come Dudley, anche il Ceo di Goldman Sachs reputa che l’economia Usa attraversi un buono stato di forma, sebbene il manager non sia totalmente d’accordo sull’agenda politica del presidente Donald Trump. Ieri il presidente della Fed di New York e grande alleato di Yellen ha espresso ottimismo sulla congiuntura economica in Usa. In un discorso proferito all’università newyorchese della NYU, Charles Evans, numero uno della Fed di Chicago, ha invece sottolineato che sarebbe opportuno che la Fed aspettasse fino alla fine dell’anno prima decidere quando alzare di nuovo i tassi di interesse di riferimento. Oggi gli occhi sono puntati sulle notizie societarie, sui dati macro e sull’intervento di Mark Carney della Banca d’Inghilterra il giorno dopo l’avvio dei negoziati sulla Brexit.

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20 giugno 20179:49

L’avvio è positivo per le principale Borse europee.

20 giugno 20179:51

Secondo il presidente dell’IFO tedesco, che di recente ha rivisto al rialzo le stime sull’economia numero uno in Eurozona per il 2017 e l’anno successivo, l’euro è troppo sottovalutato per l’economia della Germania.

Clemens Fuest ha detto alla CNBC che le previsioni di crescita saranno molto migliori. “Abbiamo assistito a una prima parte dell’anno molto robusta e migliore delle attese. Vedremo anche ulteriori incrementi a livello di occupazione”.

20 giugno 201710:02

Sul fronte obbligazionario lo Spread tra Btp e Bund decennali parte in ribasso in avvio in area 165 punti base, con i prezzi dei titoli di Stato italiano che guadagnano qualcosa nelle prime battute della seduta. Prosegue così il trend positivo visto già ieri e durante buona parte della settimana precedente.

In avvio il differenziale tra i rendimenti di Italia e Germania si attesta a 166 punti base dai 168 della chiusura di ieri, per poi abbassarsi ulteriormente ai minimi da metà gennaio in area 165. ovvero a nuovi minimi da metà gennaio. Il tasso italiano a 10 anni cala all’1,94% dall’1,96% del riferimento, riavvicinandosi in questo modo al livello 1,92% fatto segnare la scorsa settimana (minimi da metà gennaio).

20 giugno 201710:03

Sul fronte obbligazionario lo Spread tra Btp e Bund decennali parte in ribasso in avvio in area 165 punti base, con i prezzi dei titoli di Stato italiano che guadagnano qualcosa nelle prime battute della seduta. Prosegue così il trend positivo visto già ieri e durante buona parte della settimana precedente.

In avvio il differenziale tra i rendimenti di Italia e Germania si colloca prima a 166 punti base dai 168 della chiusura di ieri, per poi abbassarsi ulteriormente ai minimi da metà gennaio a 165 punti base. Il tasso italiano a 10 anni cala all’1,94% dall’1,96% del riferimento, riavvicinandosi in questo modo al livello 1,92% fatto segnare la scorsa settimana (minimi da metà gennaio).

20 giugno 201710:09

Sul valutario la sterlina perde mezzo punto percentuale sul dollaro Usa mentre sta parlando il presidente della Banca d’Inghilterra. Mark Carney sta affrontando temi quali la Brexit, il commercio, la crescita e soprattutto i tassi di interesse. Secondo lui “non è questo il momento di alzare” il costo del denaro.

20 giugno 201712:01

Il Dax tocca i nuovi massimi record:

20 giugno 201712:02

Alla luce delle ultime previsioni macro e dichiarazioni degli esponenti del braccio di politica monetaria della banca centrale Usa, il Chief Investment Officer di PIMCO per il settore dei Bond, Andrew Balls, sostiene che la Fed possa alzare i tassi anche quattro volte l’anno prossimo. Secondo lui, riferisce Reuters, le chance di una recessione in Usa nei prossimi 3-5 anni sono relativamente alte.

20 giugno 201712:52

L’andamento dei future sui principali indici della Borsa Usa dice che l’avvio dovrebbe essere cautamente positivo a Wall Street dopo i rialzi di ieri che hanno permesso agli indici di salire sui massimi assoluti e al Nasdaq di rimbalzare grazie all’accelerazione dell’1,42% del settore dei tecnologici.

20 giugno 201713:23

Il petrolio è invece in difficoltà con i contratti Wti e Brent che cedono circa il 2% sui soliti timori legati all’offerta. Il piano di tagli alla produzione studiato dall’Opec non sembra dare gli effetti sperati. Alle 13 circa i prezzi Usa scambiano intorno a 43,35 dollari al barile, mentre quelli inglesi a 46,10 dollari.

20 giugno 201713:25

Sul Forex la sterlina britannica continua a essere sotto pressione e vale al momento 1,2675 dollari e 1,137 euro. A influire negativamente non sono soltanto le ultime dichiarazioni di Mark Carney ma anche quelle di uno dei massimi funzionari di S&P.

20 giugno 201713:39

L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha di fatto minacciato il Regno Unito di declassamento della qualità del credito se non verranno presto offerte indicazioni di un accordo possibilmente vantaggioso con l’Ue per la messa in atto di nuovi patti commerciali e legali post Brexit. 

Il capo della divisione dei rating sovrani di S&P Moritz Kraemer ha reso noto a Reuters che S&P non ha bisogno di aspettare la fine dei negoziati nel 2019 per trarre le sue conclusioni e abbassare ancora il rating del Regno Unito. La sterlina ha accelerato al ribasso: prima ha toccato i minimi di una settimana, poi si è avvicinata ai minimi degli ultimi due mesi (vedi grafico sotto riportato sulla performance della sterlina rispetto al dollaro americano nell’arco di tre mesi). 

The pound vs the US dollar over the last three months.

20 giugno 201713:40

L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha minacciato il Regno Unito di declassamento della qualità del credito se non verranno presto offerte indicazioni di un accordo possibilmente vantaggioso con l’Ue per la messa in atto di nuovi patti commerciali e legali post Brexit. 

Il capo della divisione dei rating sovrani di S&P Moritz Kraemer ha reso noto a Reuters che S&P non ha bisogno di aspettare la fine dei negoziati nel 2019 per trarre le sue conclusioni e abbassare ancora il rating del Regno Unito. La sterlina ha accelerato al ribasso: prima ha toccato i minimi di una settimana, poi si è avvicinata ai minimi degli ultimi due mesi (vedi grafico sotto riportato sulla performance della sterlina rispetto al dollaro americano nell’arco di tre mesi). 

The pound vs the US dollar over the last three months.

20 giugno 201714:25

Il tetto sul debito pubblico americano va alzato in fretta. A lanciare l’allarme è il segretario del Tesoro Steve Mnuchin, secondo cui la prima economia al mondo ha abbastanza soldi per poter finanziare le agenzie federali e i servizi pubblici fino a settembre. Il debito pubblico Usa supera al momento i 19 mila e 950 miliardi dopo aver toccato i 19.846,42 miliardi nel primo trimestre, un livello pari a più del 100% del Pil.

Mnuchin ha anche sottolineato che il sistema andrebbe cambiato in modo che la soglia del debito salga di pari passo con le spese pubbliche. Secondo l’ex di Goldman Sachs le entrate tributarie sono un po’ più basse del previsto. Sempre in tema di fisco, la riforma di alleggerimento delle tasse verrà varata quest’anno. Mnuchin ha anche detto alla CNBC che un dollaro forte può avere conseguenze negative sulle esportazioni di prodotti statunitensi ma le sue dichiarazioni non hanno avuto un impatto particolare sul Forex.

20 giugno 201718:02

Piazza Affari archivia una seduta nervosa in ribasso. Il Ftse Mib perde quasi un punto percentuale (-0,97%) annullando i guadagni della mattinata e virando in ribasso dopo l’apertura di Wall Street. Prevalgono le vendite sui titoli bancari e sugli energetici, mentre è positivo il comparto del lusso.

20 giugno 201718:03

Pure le Borse Europee non riescono a confermare i rialzi iniziali e chiudono in rosso, appesantite dall’apertura di Wall Street e dal pronunciato ribasso del greggio che penalizza i titoli energetici. L’indice paneuropeo Eurostoxx50 cede lo 0,41%. L’ultima del listino è Ahold, seguita da Eni e Banco Santander. Il maggiore rialzo è invece di Danone, che continua a beneficiare delle indiscrezioni circa un possibile takeover.

20 giugno 201718:03

Sul Forex il cross euro dollaro si attesta in area $1,1126. Il biglietto verde arretra dai massimi di giornata ma si conferma ben intonato, sostenuto da un mercato che ritiene probabile un nuovo intervento restrittivo da parte della Fed nel 2017. Penalizzata invece la sterlina, con la Bank of England che raffredda le ipotesi di un rialzo dei tassi in tempi brevi.

20 giugno 201718:04

Tra i mercati energetici, il contratto sul petrolio Wti è in forte ribasso a quota $42,8. Le quotazioni del greggio hanno raggiunto i minimi degli ultimi sette mesi negli scambi sulla piazza londinese dopo i recenti segnali di incremento dell’offerta, un trend che ha pregiudicato gli sforzi dell’Opec e di altri esportatori di petrolio per sostenere il mercato riducendo la produzione.

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