Borse riprendono la corsa nel giorno delle trimestrali Usa, ma occhio alla Bce

12 gennaio 2018, di Daniele Chicca

Nonostante la corsa su livelli record le Borse non hanno perso il fiato, con l’indice FTSE 100 allunga dopo le ultime chiusure sui massimi delle piazze di Londra, New York e Hong Kong. A Wall Street occhi sulle trimestrali delle grandi banche. I rialzi della Borsa della City e di Piazza Affari, dove si mette in luce ancora FCA, avvengono in un contesto economico positivo, nonostante il calo del prezzo del petrolio e malgrado il fatto che la Bce potrebbe decidersi ad anticipare l’uscita dal piano di stimolo monetario. I mercati monetari ora stimano che ci sia il 70% di chance di un rialzo dei tassi guida di 10 punti base entro fine anno.

I contenuti dei verbali della Bce, che mostrano una stance più aggressiva del previsto per via di un crescente ottimismo sulle prospettive economiche, hanno spinto al rialzo l’euro sul Forex, con il dollaro Usa che ieri è tornato a perdere terreno dopo tre sedute positive su quattro. È da ormai 12 mesi che il trend è calante per il biglietto verde. Nervosismo nell’obbligazionario, dopo che i rendimenti dei Treasuries decennali americani hanno sfiorato il 2,6% portandosi al di là della trendline a 20 anni.

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Il Liveblog è terminato

12 gennaio 201810:49

Piazza Affari, in progresso di mezzo punto percentuale a 23.424 punti, guadagna terreno per l’ottava seduta di fila. Intanto sul secondario, continuano ad allentarsi le tensioni in vista delle elezioni politiche del 4 marzo: lo Spread tra i rendimenti di Btp e Bund decennali scambia in area 144 punti base, in calo dai 146 punti di ieri. Sulla curva dei rendimenti torna a scambiare in ribasso il decennale italiano, che si attesta al 2,02%, mentre il rendimento del Bund si contrae leggermente allo 0,58% rispetto allo 0,60% della vigilia. Il tasso resta in ogni modo su livelli alti rispetto alla chiusura di mercoledì scorso.

12 gennaio 201810:54

A Milano si mette in evidenza anche oggi FCA, in attesa del viaggio del CEO Sergio Marchionne a Detroit la settimana prossima. In ballo c’è sempre la possibile fusione con un altro grande gruppo del settore automobilistico. Si fanno i soliti nomi di General Motors, Peugeot, Hyunday, Volkswagen. Sospinto da queste speculazioni, il titolo ha fatto un balzo del +30% circa da inizio anno.

12 gennaio 201811:15

Intanto sul Forex l’euro continua ad attirare consensi e ordini di acquisto dopo che in Germania Merkel e i Social Democratici di Schulz si avviano a firmare un contratto che sancirà l’alleanza delle due forze politiche per formare una coalizione di governo. L’Euro ha così toccato i massimi di tre anni in area $1,2125. Ieri alla chiusura dei mercati di New York valeva $1,2034. Un valore simile non si vedeva dal gennaio del 2015.

12 gennaio 201811:22

Sul mercato valutario l’euro continua ad attirare consensi e ordini di acquisto dopo che in Germania la cancelliera Angela Merkel e i Social Democratici di Martin Schulz si avviano a firmare un contratto che sancirà l’alleanza delle due forze politiche per formare una coalizione di governo.

Scacciata la paura per una possibile instabilità politica in Germania, la prima potenza dell’Eurozona, la moneta unica ha ripreso a correre, sino a toccare i massimi di tre anni in area $1,2125. Un valore simile non si vedeva dal gennaio del 2015. Ieri alla chiusura dei mercati di New York l’euro passava di mano a $1,2034.

12 gennaio 201812:24

Oggi è il grande giorno dell’inizio della stagione delle trimestrali statunitensi, con il focus puntato sulle grandi banche: a pubblicare i conti fiscali saranno per prime JP Morgan, Wells Fargo, PNC e Blackrock, ma l’elemento su cui sarà rivolta maggiormente l’attenzione del mercato sarà la guidance per il 2018 più che i risultati di fine 2017.

Ora che si prevedono due rialzi dei tassi della Federal Reserve nel primo semestre (più di 50% di chance) e che la riforma fiscale Usa è realtà sarà interessante vedere le stime sugli utili e i ricavi delle big di Wall Street, anche in considerazione del fatto che le linee guida sono ritenute molto ottimiste dagli analisti. Sul fatturato da trading delle banche si stima un calo del 16% dopo che Deutsche Bank ha visto una contrazione del 22% nell’ultimo quarto dell’anno, a causa della bassa volatilità e per via del comportamento dei clienti.

12 gennaio 201812:36

I future sul Dow Jones guadagno 100 punti circa nel giorno dell’inizio della stagione delle trimestrali statunitensi, con il focus puntato sulle grandi banche: a pubblicare i conti fiscali saranno per prime JP Morgan, Wells Fargo, PNC e Blackrock, ma l’elemento su cui sarà rivolta maggiormente l’attenzione del mercato sarà la guidance per il 2018 più che i risultati di fine 2017.

Ora che si prevedono due rialzi dei tassi della Federal Reserve nel primo semestre (più di 50% di chance) e che la riforma fiscale Usa è realtà sarà interessante vedere le stime sugli utili e i ricavi delle big di Wall Street, anche in considerazione del fatto che le linee guida sono ritenute molto ottimiste dagli analisti. Sul fatturato da trading delle banche si stima un calo del 16% dopo che Deutsche Bank ha visto una contrazione del 22% nell’ultimo quarto dell’anno, a causa della bassa volatilità e per via del comportamento dei clienti.

12 gennaio 201812:39

BlackRock ha chiuso il quarto trimestre del 2017 con un utile adjusted pari a 6,24 dollari per azione, più alto di quello stimato dagli analisti di FactSet che in media puntavano su un EPS di $6,02 e più alto anche del risultato del 2016 ($5,14). Quanto ai ricavi, si sono attestati a 3,47 miliardi di dollari, superando le attese che erano per 3,30 miliardi. L’anno scorso il fatturato era stato pari a 2,89 miliardi.

Il valore degli asset in gestione è aumentato a 6,29 miliardi dai 5,15 miliardi di un anno prima. Il CdA ha approvato l’incremento del 15% del dividendo trimestrale che ora sarà di 2,88 dollari per azione.

12 gennaio 201816:29

I mercarti azionari guadagnano terreno in entrambe le sponde dell’Atlantico con la Borsa di Londra che si appresta a chiudere su livelli record e con i tre principali indici Usa che avanzano ancora.

us fri aft

12 gennaio 201816:34

Sul Forex, nei confronti del dollaro Usa la sterlina britannica si porta sui massimi dal 22 giugno 2016, prima del referendum sulla Brexit. Ad alimentare gli acquisti sono le indiscrezioni di Bloomberg, che citando una persona a conoscenza della situazione ha fatto sapere che i ministri delle Finanze di Spagna e Paesi Bassi hanno deciso di lavorare insieme per raggiungere un accordo “soft”, che mantenga il Regno Unito il più vicino possibile all’Unione Europea.

Luis de Guindos e l’omologo olandese Wopke Hoekstra si sono visti questa settimana e hanno discusso degli interessi in comune in merito alla Brexit. Entrambi i paesi hanno legami stretti, stringono affari e fanno investimenti importanti con Londra, pertanto sono preoccupati dai dazi doganali e da un’eventuale intesa troppo dura. I governi di Spagna e Paesi Bassi sono preoccupati inoltre per la perdita dei contributi che il Regno Unito versava all’Ue. L’Italia per esempio è chiamata a versare 1,1 miliardi di euro addizionali per contribuire a coprire il buco di bilancio che si verrà a creare con l’addio di Londra.

12 gennaio 201816:43

Sul Forex, nei confronti del dollaro Usa la sterlina britannica si porta sui massimi dal 22 giugno 2016, prima del referendum sulla Brexit. Ad alimentare gli acquisti sono le indiscrezioni di Bloomberg, che citando una persona a conoscenza della situazione ha fatto sapere che i ministri delle Finanze di Spagna e Paesi Bassi hanno deciso di lavorare insieme per raggiungere un accordo “soft”, che mantenga il Regno Unito il più vicino possibile all’Unione Europea.

Luis de Guindos e l’omologo olandese Wopke Hoekstra si sono visti questa settimana e hanno discusso degli interessi in comune in merito alla Brexit. Entrambi i paesi hanno legami stretti, stringono affari e fanno investimenti importanti con Londra, pertanto sono preoccupati dai dazi doganali e da un’eventuale intesa troppo dura. I governi di Spagna e Paesi Bassi sono preoccupati inoltre per la perdita dei contributi che il Regno Unito versava all’Ue. L’Italia per esempio è chiamata a versare 1,1 miliardi di euro addizionali per contribuire a coprire il buco di bilancio che si verrà a creare con l’addio di Londra.

pound brexit

12 gennaio 201816:46

Gli utili di JP Morgan hanno fatto meglio del previsto nell’ultimo trimestre dell’anno scorso se si escludono tasse e altre componenti straordinarie. In quel caso i profitti netti della banca sono stati pari a 6,7 miliardi di dollari, per un EPS di 1,76 per azione che si confronta con le stime degli analisti interpellati da Thomson Reuters, che erano in media per un risultato di $1,69.

Il fatturato di JP Morgan è salito del 4,6% a quota $25,45 miliardi, facendo meglio delle stime che erano pari a $25,15 miliardi. I guadagni registrati sul fronte dei redditi da interessi (+11%) hanno controbilanciato l’atteso calo delle attività di trading. La banca ha dovuto sborsare 2,4 miliardi di dollari per coprire una nuova imposta una tantum sul rimpatrio di capitali guadagnati all’estero. Se si tiene conto anche delle tasse, l’utile netto GAAP (Generally Accepted Accounting Principles) si è ristretto del 73% a quota 1,07 per azione (4,23 miliardi in totale) dai $6,73 miliardi (EPS di $1,71) dell’ultimo trimestre 2017.

La nuova legge fiscale introdotta dal presidente Donald Trump sarà dolorosa nell’immediato ma poi alla lunga permetterà di ottenere benefici per le grandi banche Usa che fanno affari fuori dai confini statunitensi. “L’implementazione della riforma fiscale nel quarto trimestre” ha detto l’AD Jamie Dimon, che Trump aveva anche inserito nella lista dei candidati per il posto di capo del Tesoro del suo governo, “è un esito molto positivo per il paese. Le società americane saranno più competitive nel mondo, e questo porterà dei benefici a tutti gli americani”.

12 gennaio 201816:46

Trimestre in crescita per gli utili di Wells Fargo. La terza maggiore banca americana per asset ha visto salire l’utile netto del 17%, grazie anche a un guadagno straordinario di 3,35 miliardi di dollari legato alla riforma fiscale voluta dal presidente Donald Trump.

Nei tre mesi conclusi a dicembre, la banca ha riportato un utile netto di 6,151 miliardi di dollari, 1,16 dollari per azione, contro i 5,274 miliardi, 96 per azione, dello stesso periodo dell’anno scorso. Il giro d’affari è salito del 2% a 22,05 miliardi di dollari dai 21,582 miliardi dell’anno precedente, ma al di sotto dei 22,45 miliardi previsti.

12 gennaio 201816:46

Trimestre in crescita per gli utili di Wells Fargo. La terza maggiore banca americana per asset ha visto salire l’utile netto del 17%, grazie anche a un guadagno straordinario di 3,35 miliardi di dollari legato alla riforma fiscale voluta dal presidente Donald Trump.

Nei tre mesi conclusisi a dicembre, la banca ha riportato un utile netto di 6,151 miliardi di dollari, 1,16 dollari per azione, contro i 5,274 miliardi, 96 per azione, dello stesso periodo dell’anno scorso. Il giro d’affari è salito del 2% a 22,05 miliardi di dollari dai 21,582 miliardi dell’anno precedente, ma al di sotto dei 22,45 miliardi previsti.

12 gennaio 201817:31

Piazza Affari termina le contrattazioni in rialzo di quasi mezzo punto percentuale a 23.403,44 punti. In rialzo di oltre il 2% Cnh Industrial; positivi anche Ferragamo, Intesa Sanpaolo e Azimut. In calo invece Unipolsai, Unipol, Generali e Moncler.

12 gennaio 201817:31

Piazza Affari termina le contrattazioni in rialzo di quasi mezzo punto percentuale a 23.403,44 punti. In rialzo di oltre il 2% Cnh Industrial; positivi anche Ferragamo, Intesa Sanpaolo e Azimut. In calo Unipolsai, Unipol, Generali e Moncler. Euro al top di tre anni sul dollaro.

12 gennaio 201817:32

Piazza Affari termina le contrattazioni in rialzo di quasi mezzo punto percentuale a 23.403,44 punti. In rialzo di oltre il 2% Cnh Industrial; positivi anche Ferragamo, Intesa Sanpaolo e Azimut. In calo Moncler, Unipolsai, Unipol e Generali. Euro al top di tre anni sul dollaro.

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