Borse respirano, Buy sulle banche malgrado alert Fmi sulla Cina

7 dicembre 2017, di Daniele Chicca

Borse europee in ripresa ma senza sussulti dopo i cali generalizzati di ieri. L’indice MSCI della Regione Asia Pacifico risale dopo otto sedute consecutive in calo. Grazie al rialzo delle banche e di Enel, Piazza Affari si rifà dopo aver perso circa mezzo punto percentuale la vigilia. Tra le singole banche sono particolarmente richieste le azioni Fineco bank, la cui raccolta netta a novembre è stata del 34% superiore rispetto al 2016, UniCredit ma soprattutto Banca Carige. I titoli fanno un balzo di due punti percentuali circa in avvio dopo che l’aumento di capitale è andato in porto. L’operazione è stata sottoscritta al 66% delle azioni offerte per un controvalore di 331 milioni di euro circa. Sul Forex, continua il momento no della sterlina, appesantita dalle incertezze sulla Brexit. I trader sul valutario analizzeranno con cura le parole pronunciate da Draghi in giornata.

Gli energetici, salvo Saipem, vengono premiati dal progresso delle quotazioni del petrolio in scia alle scorte di greggio Usa in contrazione. Enel è favorita dal giudizio positivo dell’agenzia Standard & Poor’s, che ieri ha aumentato il rating a lungo termine a BBB+ dal precedente BBB, confermando il rating a breve termine di A-2 con un outlook stabile. A livello settoriale nel mondo i tecnologici rimbalzano, mentre i materiali di base scivolano. Anche i finanziari continuano a essere richiesti in un contesto di rotazione di portafogli in uscita dal settore hi-tech e in entrata in quello bancario. Avvicinandosi inoltre la fine dell’anno è possibile che diversi trader chiudano posizioni rialziste dopo un anno di ottimi guadagni in Borsa.

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7 dicembre 201711:34

Sul Forex la sterlina è sotto pressione anche oggi e scambia sotto 1,34 dollari. Londra ha 48 ore per accettare un accordo con l’UE per il conto del divorzio e altri dettagli, altrimenti i colloqui verranno congelati prima ancora di iniziare e non ci saranno progressi prima di Natale. Le tensioni sono salite dopo che Michael Barnier, il capo Ue dei negoziati sulla Brexit, ha detto che Londra deve approvare un testo entro venerdì notte. 

La sterlina è scesa nella notte ai minimi di questa fase in area 1,337 dollari e non dà segni di volersi riprendere. Rispetto alla moneta unica, la divisa inglese si indebolisce a 1,133 euro. Le trattative sono in una fase di stallo per via della questione del confine irlandese. Il governo di Theresa May si era detto pronto a “sacrificare” l’Irlanda del Nord, mantenendo le cose come stanno tra Eire e Ulster. Ma il partito degli unionisti nordirlandesi, dei cui voti May ha bisogno se vuole continuare a governare, è contrario.

7 dicembre 201712:26

La notizia secondo la quale Theresa May sta lavorando a un nuovo accordo sul confine tra le due Irlande ha risollevato leggermente le sorti della sterlina, che riconquista gli 1,34 dollari.

7 dicembre 201715:35

Le materie prime tornano a cedere terreno sui mercati finanziari. Complice la paura di una frenata della domanda in Cina e un raffreddamento del mercato immobiliare, rame, gas naturale, argento e nickel sono tra le commodities più colpite dalle vendite nell’ultimo mese. L’indice Bloomberg Commodities ha perso il 4,2% nell’ultimo mese e ora le materie prime si apprestano a chiudere il sesto anno su sette in rosso.

Resta da capire se i cali sono un ripiegamento fisiologico dopo la corsa vista precedentemente o se invece sono l’allarme di un’economia mondiale in rallentamento. Le prospettive di una crescita più fiacca della Cina, la seconda potenza economica al mondo, non aiutano. Gli analisti interpellati da Bloomberg temono che le misure di stretta al credito e quelle anti inquinamento finiranno per abbattere gli investimenti nelle materie prime nel 2018.

7 dicembre 201715:43

Sul Forex il dollaro Usa si porta sui massimi di due settimane sull’euro, mentre sul fronte azionario le Borse sono contrastate a livello geografico. Le Borse europee hanno virato in rosso, mentre in Usa l’indice S&P 500 è poco variato e il Nasdaq in lieve progresso. I tecnologici provano di rimontare dopo le perdite subite nelle scorse sedute, con i trader che stimano eccessivi i ribassi delle ultime settimane.

I mercati emergenti intanto estendono i cali e scendono ai minimi di due mesi. La Borsa del Brasile è tra quelle che registra la performance più negativa, per via del crescente scetticismo sulla riforma delle pensioni allo studio del governo.

7 dicembre 201715:51

Notizie positive dal fronte macro: le nuove richieste di sussidio di disoccupazione si sono attestate a 236 mila unità, meno delle 240 mila della settimana precedente e meno delle 238 mila previste. A scendere è anche la media a quattro settimane, valore meno volatile e più affidabile per misurare lo stato di salute del mercato del lavoro Usa – su cui si avranno altre informazioni venerdì con la pubblicazione del report occupazionale governativo. La media mobile dell’ultimo mese è pari a 241.500, un calo di 750 unità rispetto alla settimana prima.  I sussidi continuativi sono calati a 1,908 milioni da 1,960 milioni (dato ritoccato al rialzo da 1,957 milioni), facendo meglio delle previsioni che erano per un risultato di 1,919 milioni.

7 dicembre 201715:52

Notizie positive dal fronte macro: le nuove richieste di sussidio di disoccupazione si sono attestate a 236 mila unità, meno delle 240 mila della settimana precedente e meno delle 238 mila previste. A scendere è anche la media a quattro settimane, valore meno volatile e più affidabile per misurare lo stato di salute del mercato del lavoro Usa – su cui si avranno altre informazioni venerdì con la pubblicazione del report occupazionale governativo. La media mobile dell’ultimo mese è pari a 241.500, un calo di 750 unità rispetto alla settimana prima.  I sussidi continuativi sono calati a 1,908 milioni da 1,960 milioni (dato ritoccato al rialzo da 1,957 milioni), facendo meglio delle previsioni che erano per 1,919 milioni.

7 dicembre 201715:54

Le attese per il rapporto occupazionale Usa sono per una robusta crescita dei nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo Usa, con il tasso di disoccupazione che dovrebbe restare fermo ai minimi di quasi 17 anni. Dal report del Dipartimento Usa del Lavoro ci si attende inoltre un miglioramento dei salari orari.

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