Borse incerte: male Cina, Pil Germania e Italia segnano “cambio della guardia”

14 novembre 2017, di Daniele Chicca

L’economia della locomotiva tedesca è cresciuta dello 0,8% e quella italiana dello 0,5%, un segnale del cambio della guardia tra Stati Uniti, alla fine del ciclo espansivo della ripresa, ed Europa. Sempre sul fronte macroeconomico il rallentamento del credito è stato già comunicato, mentre la crescita delle attività nelle fabbriche cinesi è stata la più debole degli ultimi 17 anni, dopo che le cifre sulle vendite al dettaglio e sulla produzione industriale hanno deluso entrambe.

Malgrado i dati positivi comunicati in Eurozona, le Borse sono tuttavia incerte in Eurozona, per via dei dubbi legati alla Brexit e alle politiche di riforma fiscale in Usa. Non tutte le trimestrali societarie, inoltre, possono considerarsi soddisfacenti. Sul mercato valutario prosegue intanto nel giorno dei dati sull’inflazione il calo della sterlina. L’evento clou di giornata è quello di Francoforte dove prendono la parola i quattro banchieri centrali più importanti al mondo: Mario Draghi, Janet Yellen, Kuroda e Mark Carney.

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14 novembre 201713:14

Peggiora a fine mattinata l’andamento a Piazza Affari, con il listino Ftse MIB che gira in calo (-0,18%). Saipem, estromessa dall’indice Msci Global a partire dal prossimo 1 dicembre, perde il 6% circa. Il titolo che la sostituirà, Campari, fa segnare un progresso del +2,41%. Sotto pressione Leonardo (-3,59%), in linea con lo scivolone delle ultime sedute dopo i conti dei 9 mesi e il ribasso delle stime sull’intero esercizio, mentre Tim (-1,52%) sconta le precisazioni sulla rete dell’amministratore delegato Amos Genish, che ha incontrato ieri alcuni quotidiani italiani.

Non riesce a fare prezzo Banca Carige (-6,64% teorico), che riunisce domani il Cda per definire il prezzo dell’aumento di capitale, in un contesto difficile per il credito. Giù Creval (-4,53%) e Mps (-2,9%), mentre Banco Bpm cede l’1,54%, Unicredit l’1% e Intesa Sanpaolo lo 0,5%. Sprint di A2a (+4,37%) dopo i conti, acquisti su Stm (+1%), Italgas (+0,87%) e Fca (+0,68%). In luce Bioera (+7,24%) e Dobank (+4,17%) tra i titoli a minor capitalizzazione, mentre cedono Fiera Milano (-9,79%) dopo i conti e Geox (-4,89%).

14 novembre 201714:38

Nell’evento di Francoforte a cui hanno preso parte i principali banchieri centrali del mondo, tra cui Draghi, Kuroda e Carney, la presidente della Fed uscente Janet Yellen – che a febbraio lascerà il posto a Jerome Powell – ha fatto sapere che “qualsiasi linea guida dovrà basarsi sull’outlook”. La reazione dei mercati è stata quasi nulla. Il messaggio generale dei banchieri è che una maggiore guidance è positiva. Nonostante il cambio di passo strategico di Inghilterra, Eurozona e Stati Uniti, nessuno ha commentato le mosse di politica monetaria attuali o future.

14 novembre 201714:45

Flash dai mercati: le Borse europee scambiano contrastate (Londra è positiva, Milano negativa), mentre l’euro si rafforza dello 0,8% sul dollaro Usa. Petrolio e oro cedono all’incirca mezzo punto percentuale, mentre i future sui principali indici della Borsa Usa pagano i dubbi sulla riforma fiscale cedendo lo 0,1-0,2%. L’indice della volatilità VIX avanza di oltre il +3%.

14 novembre 201714:49

A Piazza Affari Saipem e Leonardo perdono più del -6 e -4%, rispettivamente. Il settore bancario cede lo 0,8% circa. Quando manca meno di un’ora al suono della campanella, il contratto sul Dow Jones scivola dello 0,16%, quello sull’S&P500 cede lo 0,21% e il future sul Nasdaq segna un -0,11%. Il segretario del Tesoro americano, Steven Mnuchin, ha escluso qualsiasi aumento oltre il 20% dell’aliquota per le imprese.

14 novembre 201714:56

A Piazza Affari Saipem e Leonardo perdono più del -6 e -4%, rispettivamente. Gli analisti di Kepler Cheuvreux, nel confermare il rating di hold, hanno abbassato il target price sui titoli del gruppo della Difesa da 14 a 12 euro. Il settore bancario cede lo 0,8% circa. Quando manca meno di un’ora al suono della campanella, il contratto sul paniere Dow Jones scivola dello 0,16%, quello sull’indice S&P500 cede lo 0,21% e il future sul Nasdaq segna un -0,11%. Il segretario del Tesoro americano, Steven Mnuchin, ha escluso qualsiasi aumento oltre il 20% dell’aliquota per le imprese.

14 novembre 201714:59

Nell’evento di Francoforte a cui hanno preso parte i principali banchieri centrali del mondo, tra cui Draghi, Kuroda e Carney, la presidente della Fed uscente Janet Yellen – che a febbraio lascerà il posto a Jerome Powell – ha fatto sapere che “qualsiasi linea guida dovrà basarsi sull’outlook”. La reazione dei mercati è stata quasi nulla. Il messaggio generale dei banchieri è che una maggiore guidance è positiva. Per sottolineare l’importanza della guidance, Mario Draghi ha citato come esempio il suo celebre discorso del “Whatever it takes” del 26 luglio 2012. Nonostante il cambio di passo strategico di Inghilterra, Eurozona e Stati Uniti, nessuno ha commentato le mosse di politica monetaria attuali o future.

14 novembre 201715:32

Sul valutario, la sterlina britannica continua a pagare le incertezze politiche interne e legate alle trattative sulla Brexit. La divisa perde terreno contro il dollaro e l’euro, con quest’ultimo che si rafforza anche nei confronti del biglietto verde (+0,76% a 1,1756 dollari).

L’aumento dei prezzi alla produzione Usa più consistente del previsto in ottobre sta ridando forza al dollaro, che avanza dello 0,05% sulla divisa inglese. La sterlina passa di mano a $1,3108. Rispetto all’euro, la sterlina scivola dello 0,8% in area 1,1151 dollari. La moneta unica è favorita dalle notizie economiche incoraggianti pubblicate in giornata. Il Pil si è espanso del 2,5% su base annuale nel terzo trimestre, con rialzi trimestrali dello 0,8% e dello 0,5% in Germania e in Italia.

14 novembre 201716:26

Wall Street ha aperto come previsto le contrattazioni in rosso e questo sta gravando anche sui corsi azionari europei. Quando manca poco più di un’ora alla chiusura dei mercati il Dax scivola dello 0,41%, il Cac40 di Parigi cede lo 0,60%. Più moderata Londra dove il Ftse100 segna un -0,18%. Fino alla prima parte della giornata i listini del Vecchio continente viaggiano di poco sotto la parità con la sola Borsa di Londra a distinguersi in positivo scambiando in rialzo. A pesare sul sentiment sono i timori sulla riforma fiscale di Trump, sull’euro forte e sui cali delle materie prime.

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