Borse: per gli investitori un crac è impossibile

25 ottobre 2017, di Daniele Chicca

I mercati azionari, che da 335 giorni non subiscono un calo del 5% o più, la quarta striscia più lunga dal 1928, non scontano un’improvvisa fase di correzione e anzi la reputano impossibile a giudicare dall’andamento della volatilità. I volumi delle Borse sono scesi costantemente in ottobre, che storicamente è invece stato il mese più nervoso dell’anno.

Se tale andamento prosegue sarà l’ottobre meno volatile di sempre, un’anomalia. Le Borse rimangono insomma eccessivamente compiacenti e gli analisti di Bank of America ritengono che il mercato prezza implicitamente che non ci sia alcun modo che uno shock possa avvenire.

Un esempio lo offrono le posizioni dei trader in vista della raffica di conti fiscali nel settore hi-tech. Con i titoli del comparto che scambiano già su livelli record, si sarebbe portati a pensare che gli investitori si stiano mettendo al riparo nel caso che i risultati di bilancio deludano. Ma non è così: non si stanno proteggendo nonostante il Nasdaq sia in rialzo del 25% da inizio anno e malgrado il rapporto tra prezzi di Borsa e stime sugli utili sia ai massimi dalla bolla dot com.

In settimana pubblicano i risultati trimestrali Netflix, Microsoft e Alphabet, società madre di Google, mentre la prossima sarà la volta di Apple e Facebook. I trader stanno scontando il premio più basso da inizio giugno per proteggersi contro un calo pesante del fondo comune esposto al settore tecnologico, se si fa il confronto con le scommesse su un guadagno ampio in Borsa.

Di solito, scrive l’analista della banca Nikolay Angeloff, “più tempo passa senza un’improvvisa fase di ripiegamento delle Borse, più alta è la probabilità che questa si verifichi. I mercati non scontano uno schock e questo si scontra con i rischi politici e geopolitici elevati”.

Inoltre, alcuni player di mercato si stanno sempre di più affidando ai fondi di analisi quantitativa e ai CTA, fondi il cui scopo è quell di generare profitti scambiando contratti future a termine, opzioni e forward. Questa tendenza potrebbe alimentare le perdite nel caso scatti un selloff sui mercati. Un calo delle Borse e un incremento della volatilità potrebbe portare a una brusca riduzione dell’esposizione all’azionario nei portafogli, esacerbando la fase di correzione.

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