Borse e materie prime nervose: guerra dazi si riaccende

12 luglio 2018, di Daniele Chicca

L’infiammarsi delle tensioni commerciali tra Usa e Cina e i timori legati alle divisioni in seno alla NATO, che si è riunita a Bruxelles, innervosiscono i mercati azionari e valutari. Oltre alle Borse a mostrare un andamento nervosso sono anche yuan e materie prime, mentre la sterlina prova a riscattarsi dopo i cali degli ultimi tempi dovuti al caos politico generato dalla Brexit e alle difficoltà economiche. Trump, che chiede all’Europa e in particolare alla Germania, di fare maggiori sforzi economici per le spese destinate alla Difesa, ha accusato il governo di Berlino di “essere prigioniero della Russia” e di comportamento ipocrita. Ieri Donald Tusk, presidente del consiglio UE, ha consigliato Trump di tenersi buoni i pochi alleati che ha.

Dopo più di un anno in cui gli Stati Uniti hanno provato a convincere la Cina a interrompere le pratiche commerciali sleali, ora il governo ha perso la pazienza. Washington ha pubblicato una lista di prodotti cinesi per un valore complessivo pari a 200 miliardi di dollari che potrebbero essere soggetti a ulteriori dazi del 10%. Si avvererebbe così lo scenario temuto dai mercati di un’ulteriore escalation della guerra commerciale tra le due prime potenze economiche al mondo. Nel frattempo un funzionario Usa ha riferito alla CNBC che la Cina non sta trattando seriamente con l’America. È un segnale che un accordo tra i due blocchi non ha alcuna chance di materializzarsi a breve.

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11 luglio 201810:26

Le borse asiatiche subiscono perdite notevoli con la Borsa di Tokyo in calo di più di un punto e mezzo percentuale. Anche le piazze europee hanno aperto in ribasso con l’indice paneuropeo EuroStoxx 600 in calo dello 0,7%. Tra le materie prime si segnala la nuova caduta del rame: -3,8% a Londra.

I future sull’S&P 500 perdono l’1% circa, mentre quelli sul Dow Jones cedono 300 punti. Piazza Affari cede intorno all’1,5%.

11 luglio 201810:27

Le borse asiatiche subiscono perdite notevoli con la Borsa di Tokyo in calo di più di un punto e mezzo percentuale. Anche le piazze europee hanno aperto in ribasso con l’indice paneuropeo EuroStoxx 600 in calo dello 0,7%. Tra le materie prime si segnala la nuova caduta del rame: -3,8% a Londra (grafico). I future sull’indice S&P 500 sono in calo di circa un punto percentuale, mentre quelli sul Dow Jones cedono 300 punti dai massimi di chiusura toccati ieri.

11 luglio 201810:29

Le borse asiatiche subiscono perdite notevoli con la Borsa di Tokyo in calo di più di un punto e mezzo percentuale. Anche le piazze europee hanno aperto in ribasso con l’indice paneuropeo EuroStoxx 600 in calo dello 0,7%. Tra le materie prime si segnala la nuova caduta del rame: -3,8% a Londra (vedi grafico sotto).

I future sull’S&P 500 perdono l’1% circa, mentre quelli sul Dow Jones cedono 300 punti. Piazza Affari accusa un ribasso intorno all’1,5%.

11 luglio 201810:31

Tra le altre notizie di giornata degne di nota, il vice premier Luigi Di Maio ha assicurato che l’Italia rimarrà in area euro, anche se vanno riviste le regole sullo statuto della Bce e va concesso a Roma di avere più margini di manovra come è stato fatto con altri paesi.

11 luglio 201810:33

Sul Forex, dopo il Brexodus delle ultime ore, ossia l’addio di alcuni dei principali ministri del governo da sempre favorevoli all’uscita di Londra dall’UE, la sterlina ha accusato il colpo per poi riscattarsi. Al momento rimbalza da quota 1,3260 e in pochi minuti raggiunge l’area di 1,3285. Al momento sta riprendo fiato ma per ora il computo giornaliero è positivo. I rialzisti difendono la media mobile a 100 ore.

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11 luglio 201810:34

Tra le altre notizie di giornata degne di nota, il vice premier Luigi Di Maio ha assicurato che l’Italia rimarrà in area euro, anche se vanno riviste le regole sullo statuto della Bce e va concesso a Roma di avere più margini di manovra come è stato fatto con altri paesi.

11 luglio 201810:36

Sempre sul mercato valutario, è relativamente stabile il cross euro dollaro a $1,1730. In calo il petrolio: il future sul Wti si attesta a 73,8 dollari al barile per quanto riguarda la scadenza di agosto. Sulla stessa consegna il Brent settembre tratta invece a $78,29 al barile. 

11 luglio 201810:36

Sempre sul mercato valutario, è relativamente stabile il cross euro dollaro a $1,1730. In calo il petrolio: il future sul Wti si attesta a 73,8 dollari al barile per quanto riguarda la scadenza di agosto. Sulla stessa consegna il Brent settembre tratta invece a $78,29 al barile.

11 luglio 201810:40

Tutte le piazze europee principali arretrano dopo il mini rally degli ultimi giorni (Parigi e Milano hanno recuperato il 3% dal 3 luglio). La Borsa di Milano è quella che registra l’andamento peggiore, con un solo titolo positivo: Luxottica. Tiene meglio di altri anche Campari. Tra le altre Borse, calano dell’1% Francoforte, Madrid e Parigi.

11 luglio 201810:41

Le vendite a Milano colpiscono soprattutto CNH Industrial (-3%) che paga il fatto che i cereali saranno al centro del prossimo round della guerra commerciale) ma anche Tenaris (-2,5%) e Moncler (-2,5%). Giù di più di due punti percentuali anche FCA, Exor e STMicroelectronics. 

Cali consistenti anche per il settore bancario, mentre la flessione delle utility è limitata. Rimbalzo di Banca Carige (+3,6%): a fine settembre l’assemblea degli azionisti sarà il teatro del confronto per il controllo del board tra Malacalza Investimenti e i nuovi soci guidati da Raffaele Mincione che punta in tempi brevi a una aggregazione per l’istituto ligure. 

Giù del 2,5% il titolo della Juventus che ieri ha fatto un balzo del 5,7% in seguito all’ufficializzazione dell’acquisto del calciatore portoghese Cristiano Ronaldo per 100 milioni di euro a cui si aggiungeranno oneri accessori per 12 milioni di euro. Il contratto è di quattro anni e l’asso ex Real Madrid riceverà 30 milioni l’anno. 

11 luglio 201817:40

Le tensioni commerciali tra Usa e Cina pesano anche su Wall Street che viaggia in territorio negativo, allineandosi agli altri listini globali. L’indice Dow Jones scende dello 0,70%, l’S&P 500 cede lo 0,57% e il Nasdaq perde lo 0,60%.

11 luglio 201823:24

Le scorte di petrolio nell’ultima settimana sono scese di 12,6 milioni arrivando a 405,2 milioni di barili dai 417,9 di una settimana fa. Il dato supera le attese degli analisti che invece avevano previsto un calo più contenuto, di 4,5 milioni di barili. In seguito alla pubblicazione dei dati, i prezzi del petrolio hanno fatto un bel balzo sui mercati.

11 luglio 201823:24

Le Borse europee hanno chiudono la seduta di oggi in forte calo. L’’indice EuroStoxx 50 ha ceduto l’’1,47%. In forte calo BBVA, Total, LVMH e Bayer. L’’Oreal chiude sulla parità.

11 luglio 201823:25

Piazza Affari chiude la seduta in calo, con il listino Ftse Mib che perde l’’1,58%. In forte calo CNH Industrial, Mediolanum, Tenaris, Exor ed Azimut. In positivo solo Campari, Leonardo, Saipem e Recordati.

12 luglio 20189:47

Le Borse asiatiche chiudono in rialzo, con l’ottimismo degli investitori su una ripresa del dialogo tra Cina e Stati Uniti sulla vicenda dei dazi. Gli analisti finanziari ritengono che i mercati continueranno ad essere instabili fino a quando non si riapriranno le trattative.

12 luglio 20189:48

Tokyo (+1,1%) chiude in rialzo con il consolidarsi della svalutazione della divisa nipponica sul dollaro. Lo yen, infatti, scambia ai minimi in sei mesi sul dollaro, a quota 112,20. In positivo anche Hong Kong (+1%), Shanghai (+2,2%), Shenzhen (+2,9%), Mumbai (+1,1%) e Seul (+0,2%).

12 luglio 20189:49

Borse europee in rialzo con gli investitori ottimisti in vista dei verbali della Bce. Si guarda anche all’ipotesi di una ripresa dei dialoghi tra Cina e Stati Uniti sulla vicenda dei dazi. L’euro è in lieve recupero a 1,1682 a Londra, dopo la fiammata di ieri della valuta americana.

L’indice paneuropeo dell’area EuroStoxx 600 guadagna lo 0,3%. In positivo Francoforte (+0,38%), Parigi (+0,29%), Londra (+0,25%) e Madrid (+0,42%).

12 luglio 20189:54

Trump intanto, non contento della guerra commerciale lanciata contro la Cina, continua ad attaccare anche l’Europa sul commercio. In un tweet inviato prima dell’inizio dei lavori del summit della NATO a Bruxelles, l’inquilino della Casa Bianca ha approfittato della diatriba sulle spese per la difesa del blocco, per punzecchiare in particolare la Germania.

“Da anni i presidenti Usa che mi hanno preceduto stanno tentando senza successo di convincere la Germania e altre nazioni ricche della NATO di pagare di più per proteggersi dalla minaccia della Russia. Pagano solo una minima frazione di quelli che sono i loro costi. Gli Usa pagano decine miliardi di dollari di troppo per sovvenzionare l’Europa e perde un mucchio di soldi anche nelle attività commerciali”.

12 luglio 201811:19

Come era lecito attendersi la Commissione Europea, l’organo esecutivo dell’Ue, ha tagliato le stime sulla crescita economica dell’area euro. Nel 2018 ora le previsioni sono per un’espansione del PIL del 2,1% e non più del 2,3%. L’anno successivo la stima è per una variazione positiva del 2%. L’inflazione in Eurozona è vista all’1,7% quest’anno (da 1,5%) e all’1,7% anche l’anno dopo (da 1,6%).

Le due principali potenze economiche dell’area euro, Francia e Germania, dovrebbero registrare una crescita del Pil dell’1,7% e 1,9% rispettivamente quest’anno e entrambe dell’1,7% nel 2019. Prima el stime erano per un’accelerazione dell’attività economica del 2 e 2,3% nel 2018 e dell’1,8% e 2,1% nel 2019. Le cifre sono in linea con le previsioni fatte dalla Bce e dai singoli Stati membri. Anche sul fronte dell’inflazione, il pronostico è simile a quello della Banca centrale europea, che prevede un surriscaldamento quest’anno e quello successivo, con i prezzi al consumo che dovrebbero gradualmente avvicinarsi al 2%, la soglia obiettivo della Bce.

12 luglio 201815:44

È colpa – o merito, a seconda dei punti di vista – di AirBnB se i prezzi degli hotel sono calati drasticamente il mese scorso, il primo del periodo delle vacanze estive, influendo negativamente sul dato generale dell’inflazione Usa. Quando ieri il dollaro Usa ha iniziato a rafforzarsi, sui mercati si vociferava di un buon dato in vista lato prezzi al consumo.

In realtà i numeri pubblicati oggi sull’inflazione sono abbastanza deludenti, sotto le attese di mercato. Su base annuale l’incremento è stato del 2,9% e del 2,3% per l’indice di fondo (‘core’), come previsto, ma su base mensile l’espansione dei prezzi è stata fiacca (+0,1% e non +0,2% come era stato stimato e come il mese precedente). Escluse le componenti volatili di cibo ed energia, la variazione dell’inflazione è stata dello 0,2% come preventivato e come a maggio.

Viste anche le grandi aspettative i numeri hanno deluso chi si aspettava un surriscaldamento dell’inflazione e indebolito il biglietto verde rispetto alle principali valute rivali. La sterlina ha guadagnato 30 pips sul dollaro mentre l’euro dollaro, così come il cross USD CAD, è in calo, arrivando in area 1,3150 dollari dopo aver toccato 1,3185 in seduta. Il confronto allo yen il dollaro tiene un po’ meglio, ma ha comunque perso 10 pips negli ultimi minuti attestandosi a quota 112,40.

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12 luglio 201815:47

È colpa – o merito, a seconda dei punti di vista – di AirBnB se i prezzi degli hotel sono calati drasticamente il mese scorso, il primo del periodo delle vacanze estive, influendo negativamente sul dato generale dell’inflazione Usa. Quando ieri il dollaro Usa ha iniziato a rafforzarsi, sui mercati si vociferava di un buon dato in vista lato prezzi al consumo.

In realtà i numeri pubblicati oggi sull’inflazione sono abbastanza deludenti, sotto le attese di mercato. Su base annuale l’incremento è stato del 2,9% e del 2,3% per l’indice di fondo (‘core’), come previsto, ma su base mensile l’espansione dei prezzi è stata fiacca (+0,1% e non +0,2% come era stato stimato e come il mese precedente). Escluse le componenti volatili di cibo ed energia, la variazione dell’inflazione è stata dello 0,2% come preventivato e come a maggio.

Viste anche le grandi aspettative i numeri hanno deluso chi si aspettava un surriscaldamento dell’inflazione e indebolito il biglietto verde rispetto alle principali valute rivali. La sterlina ha guadagnato 30 pips sul dollaro mentre l’euro dollaro, così come il cross USD CAD, è in calo, arrivando in area 1,3150 dollari dopo aver toccato 1,3185 in seduta. Il confronto allo yen il dollaro tiene un po’ meglio, ma ha comunque perso 10 pips negli ultimi minuti, a quota 112,40.

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12 luglio 201815:56

Un allentamento delle tensioni commerciali e il fatto che i trader si concentrino sulla stagione delle trimestrali Usa al via tra 24 ore, consente ai rialzisti di respirare e a Wall Street di aprire in rialzo. L’S&P 500 guadagna lo 0,43% a 2.786 punti, il Dow Jones fa +0,66% a 24.863, mentre il Nasdaq è in progresso dello 0,53% a 7.757.

Tra i singoli titoli si mettono in evidenza soprattutto i tecnologici come Microsoft (+1,25%0, Apple (+1,11%), Intel (+1,7%), Costco (+1%), Cisco (+0,8%) e Facebook (+0,84%).

12 luglio 201815:59

Andando a guardare l’andamento del mercato del reddito fisso, sul secondario la curva dei rendimenti si appiattisce, mentre i rendimenti salgono tutti di massima. Il due anni rende il 2,59% (+1,2 punti base), il tasso decennale scambia in aumento di 0,3 punti base al 2,852%, mentre il rendimento del titolo trentennale è sostanzialmente invariato al 2,951%.

Tra gli altri mercati, l’oro fa +0,3% a 1.245,57 dollari l’oncia (+3,70 dollari), mentre le quotazioni del petrolio WTI sono in flessione dopo un avvio di giornata positiva. Con una perdita di 26 centesimi, il prezzo del contratto americano si attesta a 70,10 dollari al barile (-0,3%).

12 luglio 201817:05

nche se tutti gli occhi degli investitori sono puntati sulla parte lunga della curva dei rendimenti, che si appiattisce sempre di più avvicinandosi a livelli indice di una recessione in arrivo, per la prima volta dallo scoppio della crisi finanziaria è la curva sul cambio euro dollaro a essersi invertita. Vuol dire che nel 2020 viene data come maggiormente probabile un allentamento delle politiche monetarie da parte della Federal Reserve piuttosto che una stretta.

In cerca di segnali sullo stato di salute dell’economia e per anticipare le prossime mosse della Fed, gli investitori guardano con sempre maggiore attenzione alle curve tra due e dieci anni e tra cinque e 30 anni. Ma come ricorda Bloomberg, lo spread tra i contratti euro dollaro a dicembre 2019 e l’anno successivo sono scesi ieri sotto lo zero per la prima volta. Significa che i trader speculatori sul breve non si aspettano che la banca centrale americana alzi più i tassi dopo il 2019. Anzi, come si è visto, ora il mercato sconta una maggiore probabilità di un taglio del costo del denaro piuttosto che di un incremento.

12 luglio 201817:59

Piazza Affari chiude in lieve rialzo in linea con l’andamento delle altre principali borse europee sempre sull’attenti per via del possibile effetto dazi. A Milano al termine degli scambi l’indice Ftse Mib avanza dello 0,38%. In difficoltà TIM e il settore del risparmio gestito.

Tra i titoli principali spiccano i rialzi di Ferrari che sale del 2%, sulla stessa linea Brembo. Buone performance anche per terna e Stm con progressi che sfiorano il 2%. In calo invece Telecom Italia, che lascia sul terreno il 2,65% e vendite sul risparmio gestito con Azimut e Banca Generali che arretrano rispettivamente dell’1,40% e dell’1,70%.

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