Borse, Gartman: “non esiteremo un istante a vendere tutto”

8 novembre 2017, di Daniele Chicca

L’autore di una delle newsletter quotidiane più lette e seguite a Wall Street ha lanciato un appello agli investitori, esortandoli a stare attenti a eventuali movimenti ribassisti, sintomatici di una interruzione della fase positiva che va avanti da diversi anni e che ha permesso ai titoli azionari di aggiornare i massimi storici, inanellando record su record quest’anno.

Con l’indice S&P 500 poco sotto i 2.600 punti, Dennis Gartman, autore ed editore della Gartman Letter, ha ammesso di essersi sbagliato ad avere una posizione ribassista, seppure moderatamente, sull’azionario globale. Una settimana e mezzo fa il guru dei mercati finanziari ha scommesso su un calo della Borsa Usa comprando opzioni put.

“Fortunatamente non abbiamo assunto posizioni short dirette, pertanto il danno è stato contenuto”, dice Gartman nella sua ultima newsletter, riconoscendo dunque il suo errore di valutazione. Detto questo, “la speculazione è all’ordine del giorno“, non gli investimenti a lungo termine, e “in questi periodi nel passato i prezzi sono balzati al rialzo finché anche gli ultimi ribassisti non hanno comprato”.

In poche parole Gartman, soprannominato dai trader “il Re delle materie prime“, riconosce il suo errore di valutazione, ma è pronto a commetterlo una seconda volta scommettendo su un ribasso dell’azionario.

“Siamo arrivati esattamente a questo punto e la situazione potrebbe diventare fuori controllo” e noi “non esiteremo un solo istante” a passare dalla parte di chi va short sul mercato azionario Usa, ma anche su quello globale, nel caso in cui “l’inversione di rotta del Dax dovesse confermarsi fino alla chiusura di venerdì prossimo”.

Wall Street sta tirando un po’ il fiato dopo i record recenti dei suoi tre principali indici di Borsa, anche per via dei dubbi sulla riforma fiscale Usa, con uno dei pilastri del testo – il taglio alla corporate tax dal 35% al 20% – che potrebbe essere rimandato di un anno. Nel frattempo le Borse europee hanno ripiegato, appesantite dai cali del settore bancario.

“Avendo ricoperto la nostra posizione short nel mercato Usa che avevamo attraverso opzioni put – scrive Gartman – non esiteremo nemmeno un solo istante a ritornare dalla parte degli short nel mercato azionario Usa e forse persino in quello mondiale“, se la Borsa di Francoforte dovesse confermare a fine settimana il cambio di direzione. L’indice Dax ha iniziato a perdere quota martedì, ma oggi – mercoledì 8 novembre – ha chiuso piatto.

“È la cosa più difficile che un analista e un investitore deve essere capace di fare: riconoscere di essersi sbagliato per un po’ di tempo per poi vedere che il mercato riscatta in realtà la posizione inizialmente presa. A quel punto si è costretti a tornare alla puntata originale, ma a un prezzo meno vantaggioso. È quello che ci potrebbe succedere mentre scrivo”.

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