Borse e Bond sulla difensiva: dubbi su crescita, tensioni geopolitiche

15 maggio 2018, di Daniele Chicca

Andamento sottotono sui mercati finanziari mondiali: dopo l’Asia anche l’Europa retrocede con gli investitori che sono sempre più preoccupati dagli ultimi sviluppi in ambito commerciale, economico e geopolitico. In un contesto di generalizzata avversione al rischio, a essere favoriti sono le valute rifugio come il dollaro e il petrolio, che viene premiato in casi di escalation della tensione in Medioriente. Bene fa anche il dollaro. Si fanno pesanti le vendite dei bond, con i Bund in calo da ieri dopo che il membro del board della Bce Villeroy ha parlato di fine vicina del programma di Quantitative Easing.

Sempre sul fronte della politica monetaria, ma sponda Usa, il mercato dà per scontato un rialzo dei tassi a giugno e dà al 78,2% le chance di una stretta a settembre. Quello che accadrà dopo con la Fed invece resta ancora da vedere. L’indice paneuropeo Euro Stoxx 600 è in calo per la seconda seduta consecutiva, con la maggior parte delle Borse della regione che accusano un ribasso. Hanno registrato perdite anche le Borse di Hong Kong, Corea del Sud, Giappone (Nikkei -0,21%) e Australia. Sul Forex il biglietto verde tenta di rifarsi sotto, mentre l’euro non sembra soffrire per la crescita del PIL tedesco sotto le attese. I rendimenti dei Bond del Tesoro Usa sono tornati sopra la soglia spartiacque del 3%.

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15 maggio 201811:44

Dopo che Lega e M5S hanno chiesto a Sergio Mattarella altro tempo dopo aver bruciato il nome di Giulio Sapelli, candidato-premier della Lega, i mercati si sono innervositi. Il presidente della Repubblica ha concesso alle due forze politiche euro scettiche fino a martedì per gettare le basi per il governo nascente, ma non è detto che il Quirinale e i partiti riescano a trovare un punto d’incontro sul premier.

Dopo che Luigi Di Maio ha fatto sapere che l’accordo di governo non è ancora stato trovato, i rendimenti dei BTP decennali sono saliti  del 2,1% ieri sul mercato secondario, portandosi in area 1,911%, mentre la Borsa di Milano ha subito un calo lieve (-0,1%) a 24.129 punti.

15 maggio 201815:10

I rendimenti decennali dei Treasuries Usa sono saliti di 4 punti base oggi attestandosi al 3,0447%, a un passo dal 3,0516% toccato il 3 gennaio, che rappresenta anche i massimi di sette anni (dal 2 gennaio 2014) e che equivale grossomodo al livello più alto da luglio 2011 (vedi grafico). Questo andamento sta mettendo un po’ di pressione sui listini azionari, con i future sui principali indici della Borsa Usa che scambiano in ribasso.

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Il dollaro statunitense dal canto suo viene favorito sul Forex dal balzo dei rendimenti decennali e sale ai massimi dal 27 dicembre dell’anno scorso. L’idea che sta prendendo piede sul mercato è che la Fed assuma una stance sempre più aggressiva per contrastare il surriscaldamento dell’inflazione e questo sta portando anche a un irripidimento della curva dei rendimenti, che da qualche mese sta invece mostrando una tendenza all’appiattimento.

15 maggio 201815:10

Il dollaro statunitense dal canto suo viene favorito sul Forex dal balzo dei rendimenti decennali e sale ai massimi dal 27 dicembre dell’anno scorso. L’idea che sta prendendo piede sul mercato è che la Fed assuma una stance sempre più aggressiva per contrastare il surriscaldamento dell’inflazione e questo sta portando anche a un irripidimento della curva dei rendimenti, che da qualche mese sta invece mostrando una tendenza all’appiattimento.

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