Borse Europa: seconda seduta di fila giù. Dollaro paga stallo riforma fiscale

8 novembre 2017, di Daniele Chicca

Appesantite dai ribassi delle banche, le Borse europee ripiegano per la seconda seduta di fila. La Borsa di Tokyo cade vittima delle prese di beneficio (-0,1%) dopo essersi issata sui massimi di 25 anni, mentre sul valutario il dollaro Usa paga le ultime novità trapelate sul piano di maxi riforma fiscale ideato dal governo Trump. Stando alle indiscrezioni stampa sono aumentate le chance che uno dei pilastri del testo di legge, il taglio al 20% della corporate tax, venga rimandato di un anno. Intanto Donald Trump, impegnato in un tour in Asia, è arrivato in Cina per una visita ufficiale durante la quale saranno stretti tutta una serie di accordi commerciali. Sempre sul Forex anche la sterlina perde terreno, indebolita dalle tensioni politiche che ribollono in seno all’esecutivo britannico. La premier Theresa May potrebbe perdere un altro ministro, dopo le dimissioni del segretario della Difesa.

Il petrolio scivola in seguito alle dichiarazioni del segretario generale dell’Opec secondo cui la durata dei tagli alla produzione dovrebbe venire prolungata oltre marzo 2018. La decisione potrebbe essere presa anche prima della riunione del 30 novembre del cartello dei maggiori paesi esportatori della materia prima. In ambito azionario le banche fanno fatica dopo la performance trimestrale deludente di Credit Agricole. Per contro, i risultati fiscali superiori alle stime di UbiSoft Entertainement aiutano i titoli del settore dei beni al consumo, che sono tra i migliori tra quelli dell’indice paneuropeo EuroStoxx 600.

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8 novembre 201710:46

I guadagni sono stati consistenti in Asia, dove hanno corso le principali borse della regione, capitanate da Tokyo (+1,73%) salita sui massimi dal 1992 grazie ai risultati trimestrali delle grandi aziende. La Borsa di Milano, dopo un avvio positivo, vira in rosso, appesantita dai cali delle banche, che in Europa pagano i conti deludenti di Credit Agricole, ma anche Mps e Intesa Sanpaolo. Un impatto negativo lo hanno anche i persistenti timori sulla stretta della Bce sui crediti deteriorati. Ieri il presidente della Bce Mario Draghi ha detto che dei problemi rimangono ancora irrisolti.

L’annuncio di un aumento di capitale da 700 milioni ha determinato il tonfo teorico (-33%) del titolo Creval, che non riesce a fare il prezzo. Si tratta di una misura scioccante se si pensa che la capitalizzazione del Credito Valtellinese è pari a 280 milioni. Male anche Banco Bpm (-6,5%), che è stata anche sospesa in asta di volatilità, Bper (-4,7%) e Ubi (-3,7%).

8 novembre 201710:55

I guadagni sono stati consistenti in Asia, dove hanno corso le principali borse della regione, capitanate da Tokyo (+1,73%) salita sui massimi dal 1992 grazie ai risultati trimestrali delle grandi aziende. La Borsa di Milano, dopo un avvio positivo, vira in rosso, appesantita dai cali delle banche, che in Europa pagano i conti deludenti di Credit Agricole, ma anche Mps e Intesa Sanpaolo. Un impatto negativo lo hanno anche i persistenti timori sulla stretta della Bce sui crediti deteriorati. Ieri il presidente della Bce Mario Draghi ha detto che dei problemi rimangono ancora irrisolti.

L’annuncio di un aumento di capitale da 700 milioni ha determinato il tonfo teorico (-33%) del titolo Creval, che non riesce a fare il prezzo. Si tratta di una misura scioccante se si pensa che la capitalizzazione del Credito Valtellinese è pari a 280 milioni di euro. Vanno male anche le azioni Banco Bpm (-6,5%), che sono state anche sospese in asta di volatilità, di Pop Emilia (-4,7%) e di Ubi Banca (-3,7%).

8 novembre 201711:05

Sul valutario l’euro non approfitta della debolezza del dollaro Usa: la moneta unica è infatti poco mossa stamani, attestandosi a quota 1,16 dollari contro il dollaro mantenendo le posizioni della vigilia intorno a questa quota. La divisa europea è scambiata a 131,98 contro lo yen.

8 novembre 201711:06

Sul mercato secondario il rendimento decennale dei Btp scambia all’1,68%, con lo spread tra Btp e Bund tedesco sul tratto a dieci anni che ha aperto gli scambi sostanzialmente stabile in area 136,2 punti base, praticamente sui livelli della vigilia.

I Btp vengono da una seduta molto positiva, che ieri ha visto l’Italia protagonista sul mercato data l’ondata di acquisto sui titoli governativi ancora in scia alla pubblicazione dei dati sul rinvestimento da parte della Bce. Il debito governativo italiano, sottolineano gli analisti di MPS Capital Services, “sta poi ancora probabilmente beneficiando dell’inattesa revisione al rialzo del rating da parte di S&P, contestualmente all’euforia sulla crescita come testimoniato dagli ottimi dati sulle vendite al dettaglio di settembre e dal bollettino economico dell’Istat”.

8 novembre 201712:02

Il dollaro americano e i titoli del settore bancario continuano a essere messi sotto pressione per via dei crescenti dubbi sulla capacità del governo di fare approvare al Congresso Usa il disegno di legge di riforma fiscale pro crescita e pro aziende voluto da Donald Trump così come è stato presentato dai Repubblicani alla Camera. L’andamento del mercato obbligazionario e i tassi bassi, intanto, continuano a compromettere la redditività delle banche e alimentano i timori sulla longevità della ripresa economica.

Le banche sono il settore peggiore negli scambi europei. I cali ricalcano la performance delle banche vista nella notte in Usa. Sul Forex il dollaro scambia in ribasso rispetto a un paniere di valute principali. Secondo le ultime indiscrezioni stampa l’implementazione di uno dei pilastri del piano di taglio alle tasse potrebbe essere rimandata. Interpellato da Reuters Derek Halpenny, head of global markets research presso Mitsubishi UFJ, ha espresso dubbi sui progressi del programma di riforma del fisco che è stato al centro della campagna presidenziale di Trump. Sembra che le divisioni in aula rischino di posticipare di un anno il taglio al 20% dal 35% della corporate tax.

8 novembre 201712:17

Il dollaro americano e i titoli del settore bancario continuano a essere messi sotto pressione per via dei crescenti dubbi sulla capacità del governo di fare approvare al Congresso Usa il disegno di legge di riforma fiscale pro crescita e pro aziende voluto da Donald Trump così come è stato presentato dai Repubblicani alla Camera. L’andamento del mercato obbligazionario e i tassi bassi, intanto, continuano a compromettere la redditività delle banche e alimentano i timori sulla longevità della ripresa economica negli Stati Uniti.

Le banche sono il settore peggiore negli scambi europei. I cali ricalcano la performance delle banche vista nella notte in Usa. Sul Forex il dollaro scambia in ribasso rispetto a un paniere di valute principali. Secondo le ultime indiscrezioni stampa l’implementazione di uno dei pilastri del piano di taglio alle tasse potrebbe essere rimandata. Interpellato da Reuters Derek Halpenny, head of global markets research presso Mitsubishi UFJ, ha espresso dubbi sui progressi del programma di riforma del fisco che è stato al centro della campagna presidenziale di Trump. Sembra che le divisioni in aula rischino di posticipare di un anno il taglio al 20% dal 35% della corporate tax.

8 novembre 201715:12

Wall Street dovrebbe aprire in lieve calo a giudicare dall’andamento dei future sui principali indici della Borsa Usa. Il Dow Jones ha chiuso ai massimi record per la quarta seduta di fila ieri, ma oggi i trader sono preoccupati dalle difficoltà che dovrebbe incontrare il testo di riforma del fisco a passare lo scoglio parlamentare.

8 novembre 201715:19

Tra le materie prime il prezzo del petrolio è in calo a New York: le quotazioni sono scambiate in area 56,98 dollari al barile (-0,38%). Pesano le prospettive per un’estensione del piano dell’Opec di tagli alla produzione oltre il mese di marzo 2018.

8 novembre 201715:52

Come previsto l’avvio a Wall Street è sottotono. Gli indici della Borsa Usa tirano il fiato dopo gli ultimi record. The Wall Street open

8 novembre 201717:15

La crescita a livelli record della produzione di petrolio in Usa ha innescato le vendite sui contratti WTI. I dati sull’offerta settimanale di petrolio pubblicati dal Dipartimento americano di Energia hanno creato il caos sui mercati delle materie prime. Le quotazioni del petrolio americano sono scese sotto i 57 dollari al barile.

A sorpresa le scorte Usa mostrato un incremento settimanale a quota 2,24 milioni di barili dalle 2,45 milioni di unità previste. La produzione di greggio negli Stati Uniti, inoltre, è salita ai massimi di tutti i tempi (vedi grafico sotto), proprio mentre l’Opec sta cercando di trovare un accordo per estendere il piano di tagli alla produzione oltre marzo 2018. Il cartello dei maggiori esportatori di petrolio si riunisce il 30 novembre.

8 novembre 201717:54

Ha chiuso in territorio negativo il Ftse Mib. Parigi fa meno 0,17%. Positiva Londra (+0,22%), piatto invece il Dax. L’EuroStoxx 50 ha perso lo 0,1%. In fondo al listino milanese Banco BPM perde oltre il 6%. Male anche Bper Banca, Mediaset e Ubi Banca. In cima al listino Buzzi Unicem guadagna oltre l’1%. Bene anche STM e Atlantia.

8 novembre 201717:55

Ha chiuso in territorio negativo il Ftse Mib. Parigi fa meno 0,17%. Positiva Londra (+0,22%), piatto invece il Dax. L’EuroStoxx 50 ha perso lo 0,1%. In fondo al listino milanese, Banco BPM perde oltre il 6%. Male anche Bper Banca, Mediaset e Ubi Banca. In cima all’indice Buzzi Unicem guadagna oltre l’1%. Bene anche STM e Atlantia.

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