Borse mantengono la calma dopo alert Bond Usa, corre petrolio

11 gennaio 2018, di Daniele Chicca

Secondo i trader le Borse stanno reagendo in modo razionale, senza farsi trasportare dal panico, all’allarme lanciato ieri dal mercato dei Bond Usa. I rendimenti decennali hanno oltrepassato la soglia di alert del 2,5%, ai massimi da marzo, arrivando a sfiorare anche il 2,6%, mentre il tasso di inflazione implicita ha superato la soglia obiettivo della Federal Reserve. Per la prima volta in nove mesi il premio di rendimento sul titolo decennale del bond di riferimento indicizzato all’inflazione ha infatti superato il 2%. Le indiscrezioni stampa secondo cui Pechino ha intenzione di smettere di acquistare Treasuries americani, giudicati meno appetitosi di altri asset alternativi, ha mandato in subbuglio i mercati, ma la Cina ha poi smentito.

Intanto le speranze di una crescita dell’economia dopo la maxi riforma fiscale Usa e l’ottimismo in vista della stagione delle trimestrali societarie continuano a sostenere le Borse, che si sono prese una pausa fisiologica negli ultimi giorni dopo aver inanellato record su record anche nel 2018. Il Dow Jones ha impiegato soltanto 23 giorni per guadagnare 1000 punti e raggiungere anche la vetta dei 25mila punti. La fiducia nell’andamento positivo della domanda continua a spingere il petrolio: il barile WTI con scadenza a marzo si spinge sopra 63 dollari. Si tratta dei massimi da 3 anni. In progresso anche il future con consegna analoga sul Brent, che si attesta oltre quota 69 dollari al barile.


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10 gennaio 201811:17

Dopo la chiusura record di ieri, alcune Borse europee continuano a macinare guadagni. Il listino FTSE 100 avanza di 10 punti circa, con i bancari e Sainsbury che figurano tra i titoli più richiesti. Anche Piazza Affari guadagna terreno (+0,3% a 23.071 punti), mentre Dax e Cac si prendono una pausa (-0,3% e -0,2%, rispettivamente). L’Ibex spagnolo è piatto mentre l’indice paneuropeo EuroStoxx 600 cede lo 0,3%.

10 gennaio 201812:01

Sul fronte obbligazionario si segnala un calo dei Treasuries Usa dopo che i funzionari della Cina hanno deciso di interrompere o ridurre gli acquisti di debito americano. I trader stanno valutando l’impatto che la variazione dei rendimenti (ieri il decennale del Tesoro Usa ha superato il 2,5%, risultato dell’ottimismo sulla crescita economica coordinata e del potenziale al rialzo dell’inflazione) avrà sulle Borse.

10 gennaio 201812:02

Sul fronte obbligazionario si segnala un calo dei Treasuries Usa dopo che i funzionari della Cina hanno deciso di interrompere o ridurre gli acquisti di debito americano. I trader stanno valutando l’impatto che la variazione dei rendimenti (ieri il decennale del Tesoro Usa ha superato il 2,5%, risultato dell’ottimismo sulla crescita economica coordinata e del potenziale al rialzo dell’inflazione) avrà sulle Borse.

10 gennaio 201812:05

Dopo i cali delle principale Borse asiatiche, l’indice EuroStoxx 600 si appresta a chiudere in ribasso per la prima volte in sei sedute e soltanto per la terza volta nel 2018. I rendimenti dei Bond Usa aggiornano I massimi dei dieci mesi. Il petrolio estende i rialzi che hanno portato i prezzi ai massimi in oltre tre anni dopo che i dati Usa del settore hanno mostrato un calo delle scorte per l’ottava settimana di fila, un fattore che allenta i timori sull’offerta in eccesso.

10 gennaio 201812:05

Dopo i cali delle principale Borse asiatiche, l’indice EuroStoxx 600 si appresta a chiudere in ribasso per la prima volte in sei sedute, dopo un avvio positivo nel 2018. I rendimenti dei Bond Usa aggiornano I massimi dei dieci mesi. Il petrolio estende i rialzi che hanno portato i prezzi ai massimi in oltre tre anni dopo che i dati Usa del settore hanno mostrato un calo delle scorte per l’ottava settimana di fila, un fattore che allenta i timori sull’offerta in eccesso.

10 gennaio 201812:07

Il motivo scatenante del rialzo dei tassi di interesse nei Bond Usa è arrivato dalla constatazione della riduzione degli acquisti della Banca del Giappone sul comparto ultradecennale. Le aspettative di inflazione in Usa ed Eurozona sono rimaste nel frattempo relativamente stabili. Il tutto malgrado la continuazione della corsa del prezzo del greggio.

“Osservando i prezzi dei future sui Fed Funds”, scrive MPS Capital Securities, “non si rilevano cambiamenti delle attese sui rialzi nel 2018, attualmente sempre fermi a 2 da 2,5 punti base. Non a caso, a risentire del rialzo è stata soprattutto la parte a lungo termine, con conseguente marcato aumento della pendenza sul comparto 2-10 anni USA. In sintesi il fattore scatenante nipponico prima citato, è apparso soprattutto un richiamo a quotazioni più elevate sui tassi in un contesto di forti emissioni, a partire da quelle a lungo termine attese oggi in area Euro (l’Italia ad esempio oggi ha lanciato oggi un nuovo BTP sindacato a 20 anni) oltre che negli USA. Ricordiamo che proprio gli USA sono attesi effettuare un volume di emissioni nel 2018 al massimo da 8 anni, in buona parte per finanziare la recente riforma fiscale”.

10 gennaio 201812:08

Il motivo scatenante del rialzo dei tassi di interesse nei Bond Usa è arrivato ieri dalla constatazione della riduzione degli acquisti della Banca del Giappone sul comparto ultradecennale. Le aspettative di inflazione in Usa ed Eurozona sono rimaste nel frattempo relativamente stabili. Il tutto malgrado la continuazione della corsa del prezzo del greggio.

“Osservando i prezzi dei future sui Fed Funds”, scrive MPS Capital Securities, “non si rilevano cambiamenti delle attese sui rialzi nel 2018, attualmente sempre fermi a 2 da 2,5 punti base. Non a caso, a risentire del rialzo è stata soprattutto la parte a lungo termine, con conseguente marcato aumento della pendenza sul comparto 2-10 anni USA. In sintesi il fattore scatenante nipponico prima citato, è apparso soprattutto un richiamo a quotazioni più elevate sui tassi in un contesto di forti emissioni, a partire da quelle a lungo termine attese oggi in area Euro (l’Italia ad esempio oggi ha lanciato oggi un nuovo BTP sindacato a 20 anni) oltre che negli USA. Ricordiamo che proprio gli USA sono attesi effettuare un volume di emissioni nel 2018 al massimo da 8 anni, in buona parte per finanziare la recente riforma fiscale”.

10 gennaio 201812:14

La diminuzione della mole degli acquisti di Bond da parte delle banche centrali, il rincaro dei prezzi delle materie prime e le tante emissioni di debito Usa in programma, anche per finanziare la riforma fiscale di Trump, hanno spinto in rialzo i rendimenti. L’andamento dei Treasuries è stato definito dal guru dell’obbligazionario Bill Gross un mercato ribassista e ha disorientato gli investitori che faticano a “leggere” il mercato e anticipare fino a quale livello saliranno i tassi di interesse e quale sarà l’impatto sull’azionario e sulle altre classi di asset.

10 gennaio 201812:19

Dopo i cali delle principale Borse asiatiche, l’indice EuroStoxx 600 si appresta a chiudere in ribasso per la prima volte in sei sedute, dopo un avvio positivo nel 2018. I rendimenti dei Bond Usa aggiornano I massimi dei dieci mesi. Il petrolio estende i rialzi che hanno portato i prezzi ai massimi in oltre tre anni dopo che i dati Usa del settore hanno mostrato un calo delle scorte per l’ottava settimana di fila, un fattore che allenta i timori sull’offerta in eccesso.

10 gennaio 201813:09

Mentre il mercato dei Bond Usa incomincia a dare segni di cedimento, quello europeo tiene meglio. Gli analisti stanno provando a spiegarne i motivi.

“L’unico motivo per cui nel mercato secondario europeo la situazione è ancora calma è dovuta al fatto che grande parte dell’attività si sta svolgendo nel primario”, dice a Bloomberg Peter Chatwell, head of European rates strategy presso Mizuho International. “Secondo noi il mercato si riprenderà. Lo si capisce dall’enorme mole di debito emesso sul primario e dal fatto che c’è un grande nei Bond a questi livelli”.

10 gennaio 201813:12

Mentre il mercato dei Bond Usa incomincia a dare segni di cedimento, quello europeo tiene meglio. Gli analisti stanno provando a spiegarne i motivi.

“L’unico motivo per cui nel mercato secondario europeo la situazione è ancora calma è dovuta al fatto che grande parte dell’attività si sta svolgendo nel primario”, dice a Bloomberg Peter Chatwell, head of European rates strategy presso Mizuho International. “Secondo noi il mercato si riprenderà. Lo si capisce dall’enorme mole di debito emesso sul primario e dal fatto che c’è un grande interesse per i Bond a questi livelli”.

10 gennaio 201816:25

L’azionario mondiale ripiega prendendosi una pausa dopo una serie di sedute positive. Wall Street parte in calo, mentre i rendimenti dei Treasuries Usa continuano a salire. Sul Forex il dollaro si indebolisce  dopo che Bloomberg ha riferito della decisione delle autorità cinesi di ridurre l’esposizione al debito Usa considerata meno allettante di altri asset alternativi. Questo ha innervosito i mercati.

10 gennaio 201816:25

L’azionario mondiale ripiega prendendosi una pausa dopo una serie di sedute positive. Wall Street parte in calo, mentre i rendimenti dei Treasuries Usa continuano a salire. Sul Forex il dollaro si indebolisce  dopo che Bloomberg ha riferito della decisione delle autorità cinesi di ridurre l’esposizione al debito Usa considerata meno allettante di altri asset alternativi. Questo fattore ha innervosito i mercati.

10 gennaio 201817:53

In Italia come segnala Reuters prevale un tono positivo sui Btp, che tengono bene il lancio, via sindacato, del nuovo benchmark ventennale da parte del Tesoro, in un mercato che si sta rivelando al momento meno nervoso del previsto rispetto alle imminenti elezioni politiche in Italia. Poco prima della chiusura dei book gli ordini per il nuovo Btp settembre 2038 ammontavano a 26 miliardi, con un rendimento fissato a 16 punti base sopra quello del vecchio benchmark settembre 2036 cedola 2,25%.

10 gennaio 201818:03

Piazza Affari termina le contrattazioni in rialzo; Positivo il comparto bancario con rialzi oltre il 4% per Banco Bpm, Intesa Sanpaolo e Bper Banca. In calo invece A2A, Pirelli, Snam e Luxottica. Intanto i principali indici di Wall Street sono in ribasso, dopo il rally che ha caratterizzato l’inizio del 2018: pesa la notizia che la Cina sta valutando un rallentamento o un blocco degli acquisti del debito governativo Usa. Apple, Microsoft e Amazon sono tra i principali titoli che trascinano in calo S&P 500 e Nasdaq, mentre una contrazione dello 0,7% di Boeing e Caterpillar grava sul Dow Jones.

11 gennaio 201811:35

Le Borse europee tengono meglio rispetto alle controparti asiatiche, mentre sul Forex il dollaro si rafforza per la terza seduta delle ultime quattro. La sterlina scambia in calo per la quarta giornata di fila. L’indice EuroStoxx 600 è poco variato, mentre il rendimento decennale dei Treasuries torna a calare dopo aver sfiorato quota 2,6%, ai massimi di 52 settimane. Tra le materie prime, il contratto WTI sul petrolio si mantiene sopra i $63 al barile.

11 gennaio 201815:22

I future sui principali indici di Wall Street viaggiano in lieve rialzo, un preludio a un avvio positivo dell’azionario un giorno dopo la prima seduta in perdita dell’anno della Borsa americana, durante la quale hanno pesato i timori legati al balzo dei rendimenti nel mercato dei Bond Usa e quelli sull’uscita degli Stati Uniti dal patto di libero commercio del NAFTA. Favoriti dal rincaro del petrolio, ExxonMobil e Chevron sono tra i titoli più richiesti.

11 gennaio 201815:27

Sul valutario i verbali della Bce spingono l’euro, che si rafforza sul dollaro, il quale a sua volta veniva da una serie di sedute incoraggianti. Il timore è che Mario Draghi sia pronto a staccare la spina al bazooka monetario. Dalle minute dell’ultima riunione di politica monetaria di dicembre è infatti emerso che il messaggio di politica monetaria – e quindi la strategia – della banca centrale potrebbe cambiare a inizio 2018 se le condizioni dell’economia continueranno a mostrare un miglioramento.

Le autorità monetarie potrebbero presto ridurre la portata del programma di acquisto di Bond da 2.550 miliardi di euro che, in piedi da ormai tre anni, ha tenuto bassi i tassi di interesse per allontanare la minaccia di una deflazione e alimentato la ripresa dell’economia. I critici della misura, tra cui la Bundesbank, sostengono che lo schema abbia ormai fatto il suo corso e che in un periodo di crescita sopra la media il costo del denaro tenuto artificialmente basso rischia di recare più danni che benefici, gonfiando bolle di asset.

11 gennaio 201815:34

Sul valutario i verbali della Bce spingono l’euro, che si rafforza sul dollaro a quota 1,1983 dollari (+0,33%), il quale a sua volta veniva da una serie di sedute incoraggianti. Il timore è che Mario Draghi sia pronto a staccare la spina al bazooka monetario. Dalle minute dell’ultima riunione di politica monetaria di dicembre è infatti emerso che il messaggio di politica monetaria – e quindi la strategia – della banca centrale potrebbe cambiare a inizio 2018 se le condizioni dell’economia continueranno a mostrare un miglioramento.

Le autorità monetarie potrebbero presto ridurre la portata del programma di acquisto di Bond da 2.550 miliardi di euro che, in piedi da ormai tre anni, ha tenuto bassi i tassi di interesse per allontanare la minaccia di una deflazione e alimentato la ripresa dell’economia. I critici della misura, tra cui la Bundesbank, sostengono che lo schema abbia ormai fatto il suo corso e che in un periodo di crescita sopra la media il costo del denaro tenuto artificialmente basso rischia di recare più danni che benefici, gonfiando bolle di asset.

11 gennaio 201817:45

Piazza Affari termina le contrattazioni in rialzo; guadagna oltre il 3% Saipem; positivi anche Tenaris, Stm e Fca. In calo di oltre il 3% invece Yoox; negative anche Moncler, Ferragamo e Buzzi Unicem.

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