Borse UE scaldate da PMI stellare, Cina in discesa libera

23 novembre 2017, di Daniele Chicca

Dopo anni di massicce iniezioni di liquidità nel sistema, le nuove regole più restrittive sulle condizioni creditizie hanno un effetto molto negativo sulle Borse cinesi che scambiano in pesante ribasso oggi. La Borsa principale (Shenzen) ha perso il 3% circa a causa del cambio di strategia delle autorità. Il paniere dei tecnologici Chinext ha accusato un rosso del 2,77%, mentre l’indice composito di Shanghai ha ripiegato del 2,2%. Health-care, hi-tech e consumi non ciclici i settori peggiori. L’indice delle blue-chip ha subito il peggior calo dell’ultimo anno e mezzo. Le società quotate cinesi sono sotto pressione da quando il governo ha deciso di imporre una stretta sui prestiti. Girano anche dichiarazioni degli operatori secondo i quali il calo sarebbe dovuto al rafforzamento dei prezzi dei Bond.

Sebbene le Borse europee scambino in rialzo grazie ai dati incoraggianti sugli indici PMI, quella di giovedì è una seduta molto volatile per i mercati, a causa della scarsità di operazioni di trading e volumi in occasione della festa per il giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti (il Thanksgiving). Anche il listino giapponese Nikkei è rimasto chiuso per festività oggi. In agenda, dopo i verbali della Federal Reserve pubblicati ieri da cui è emersa l’intenzione di imporre una stretta monetaria a dicembre, oggi è la volta di quelli dell’ultima riunione di politica monetaria della Bce in cui si è deciso di dimezzare ma allungare di nove mesi il Quantitative Easing. Le ‘minute‘ dovrebbero mostrare una divergenza di opinioni netta in seno al board dell’istituto di Francoforte guidato da Mario Draghi.

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23 novembre 201713:08

I listini azionari cinesi hanno subito i cali più pesanti degli ultimi 17 mesi. In Europa Piazza Affari guadagna lo 0,28% a metà seduta, con Telecom Italia in vetta al paniere (+4,7%). Tra gli altri indici di Milano, il FTSE Italia All share fa +0,26%, il FTSE Italia Mid Cap +0,07% e il FTSE Italia Star +0,17%. Sebbene i rischi geopolitici rimangano ai massimi degli ultimi quarant’anni, ossia dai tempi della Guerra Fredda, per lo meno secondo le stime di Citigroup, e nonostante si preveda che nella prossima riunione del 30 novembre i paesi dell’Opec trovino un accordo per estendere il piano di tagli alla produzione, il petrolio cede lo 0,29% al momento in area 57,86 dollari al barile (contratto WTI). L’indice delle Commodity fa +0,66%.

23 novembre 201713:09

I listini azionari cinesi hanno subito i cali più pesanti degli ultimi 17 mesi. In Europa Piazza Affari guadagna lo 0,28% a metà seduta, con Telecom Italia in vetta al paniere (+4,7%). Tra gli altri indici di Milano, il FTSE Italia All share fa +0,26%, il FTSE Italia Mid Cap +0,07% e il FTSE Italia Star +0,17%. Sebbene i rischi geopolitici rimangano ai massimi degli ultimi quarant’anni, ossia dai tempi della Guerra Fredda, per lo meno secondo le stime di Citigroup, e nonostante si preveda che nella prossima riunione del 30 novembre i paesi dell’Opec trovino un accordo per estendere il piano di tagli alla produzione, il petrolio WTI cede lo 0,29% al momento in area 57,86 dollari al barile. L’indice delle Commodity di Bloomberg fa +0,66%.

23 novembre 201718:44

Chiude in rialzo il Ftse Mib. In cima al listino Telecom Italia guadagna oltre il 4%. Positive anche Enel, Luxottica, Ubi Banca e Ferragamo. Chiudono in perdita invece Yoox, Azimut, Fca, Eni e Buzzi Unicem.

23 novembre 201718:47

Ad aiutare i listini europei sono stati i dati macro e in particolare il forte slancio dell’economia dell’eurozona nel quarto trimestre del 2017. L’indice PMI composito ha toccato un nuovo record da aprile 2011, arrivando da 56 di ottobre a 57,5 punti. La ripresa è stata guidata dal settore manifatturiero, con l’indice che è salito a 60 da 58,5 di ottobre, raggiungendo così il risultato migliore da aprile 2000.

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