Borse: banche e BTp si riscattano, petrolio sale nell’Opec-day

22 giugno 2018, di Daniele Chicca

Complici le nomine di due euroscettici come Claudio Borghi e Alberto Bagnai alle due Commissioni delle Finanze parlamentari e le indiscrezioni stampa sulla proposta di Germania e Francia sullo smaltimento dei crediti deteriorati delle banche, i titoli bancari e i Bond italiani sono stati messi sotto intense pressioni ieri sul finale di seduta. Oggi la musica sembra cambiata tuttavia, con l’indice paneuropeo EuroStoxx che scambia in positivo. La maggior parte di settori e Borse del continente rimbalza. L’indice settoriale delle banche è uno dei più richiesti grazie proprio alla ripresa delle big italiane.

Il Fondo Monetario Internazionale ha avvertito che la guerra commerciale rappresenta il rischio maggiore per l’area euro e la direttrice Christine Lagarde ha sottolineato di “essere impaziente di andare in missione in Italia” tra due settimane, i primi di luglio, per “scoprire quali sono le politiche” economiche del nuovo governo italiano. Tra gli altri mercati, focus sul petrolio nella giornata conclusiva della riunione dell’Opec a Vienna da cui emergerà la decisione definitiva sulla produzione. I prezzi salgono malgrado le divisioni tra i paesi del cartello dei produttori di greggio, con l’Iran che prova a fare strenua opposizione contro l’aumento dell’offerta voluto dalla maggioranza.

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22 giugno 201811:29

Sul fronte obbligazionario i rendimenti dei Treasuries Usa a 10 anni scambiano al 2,9%, mentre l’azionario si appresta a chiudere in rosso la settimana. I prezzi del petrolio guadagnano terreno in vista della decisione dell’Opec sulla produzione. Il cartello sembra aver trovato un accordo. Bene le Borse, sia europee sia i future Usa, dopo i dati positivi pubblicati dalle principali economie dell’area euro, che favoriscono peraltro anche l’euro sul Forex.

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22 giugno 201811:32

L’appetito per il rischio è tornato anche per via delle notizie secondo cui alcuni funzionari Usa sono pronti a avviare di nuovo i colloqui con la Cina prima che i dazi di Trump entrino in vigore il prossimo mese. Quelle del presidente Usa restano ancora delle minacce e non è ancora detto che la guerra commerciale a tutto campo si concretizzi. I cali delle Borse di Tokyo e Hong Kong sono controbilanciate dai guadagni delle piazze sudcoreane e cinesi.

Gli investitori vendono anche dollari e titoli di Stato Usa. Lo Spread tra tassi dei Btp e dei Bund decennali intanto cala un po’ in area 232 punti bae dopo aver raggiunto quota 240 il giorno prima.

22 giugno 201812:34

L’appetito per il rischio è tornato anche per via delle notizie secondo cui alcuni funzionari Usa sono pronti a avviare di nuovo i colloqui con la Cina prima che i dazi di Trump entrino in vigore il prossimo mese. Quelle del presidente Usa restano ancora delle minacce e non è ancora detto che la guerra commerciale a tutto campo si concretizzi. I cali delle Borse di Tokyo e Hong Kong sono controbilanciate dai guadagni delle piazze sudcoreane e cinesi.

Gli investitori vendono anche dollari e titoli di Stato Usa. Lo Spread tra tassi dei Btp e dei Bund decennali intanto cala un po’ in area 232 punti bae dopo aver raggiunto quota 240 il giorno prima.

22 giugno 201813:30

Il calo nel mese di giugno dell’indice PMI manifatturiero dell’area euro viene controbilanciato dalla ripresa del terziario. L’indice PMI manifatturiero passa a 55 punti, mentre il composito sale a 54,8 da 54,1, ai livelli più alti in due mesi. Quest’ultima è una buona notizia dopo che in maggio l’indice era calato ai minimi di un anno e mezzo. Anche se “non si può considerare un risultato fantastico”, Bert Colijn, Senior Economist di ING, aggiunge che il miglioramento dell’attività dei servizi apre uno spiraglio di luce dopo la serie di dati deludenti pubblicati in Eurozona.

“Il trend generale rimane fiacco rispetto alla crescita sostenuto vista fino a fine 2017″ e come previsto “l’ottimismo delle aziende si sta deteriorando”. Sebbene i dati macro siano ormai deboli da un po’ in area euro, le pressioni dal fronte dell’inflazione continuano a spingersi nella giusta direzione per la Bce”. Ora le prospettive pr il secondo trimestre 2018 sono per un’espansione del PIL dello 0,5% nell’area.

22 giugno 201813:57

Vista la crisi politica interna a causa della questione migranti, il partito SPD della coalizione di governo con Merkel avrebbe svolto, secondo Lo Spiegel, tre riunioni per prepararsi a nuove elezioni. Alla notizia di nuove possibili elezioni in Germania l’euro scivola sul Forex, attestandosi in area 1,1630 dollari.

Per ora non vi è stato alcun commento né da parte di Angela Merkel né da parte del fronte CDU/CSU. La crisi politica maggiore nei suoi 13 anni di mandato, aperta dalle divisioni sulla gestione dei migranti e delle quote dei richiedenti asilo, potrebbe dare il colpo di grazia alla Cancelliera. La fine della coalizione di governo sembra più vicina.

22 giugno 201815:07

Nonostante l’andamento fiacco dei future sui principali indici della Borsa Usa nel pre-market (vedi grafico), Piazza Affari, soprattutto dai finanziari e dai petroliferi, avanza. I mercati azionari europei rimbalzano dopo la caduta di ieri. L’indice Ftse guadagna l’1% circa.

Le banche, barometro della Borsa milanese, sono positive: il paniere sale dell’1,8% circa. Discorso a parte per Bper, euforica sulla notizia che il gruppo Unipol ha incrementato la partecipazione al 13,1% del capitale. Il settore automotive continua a soffrire dopo il profit warning di Daimler di ieri: in calo FCA. L’attesa per le decisioni dell’Opec sulla produzione, con l’organizzazione che appare spaccata sull’ipotesi di incremento, sostiene Saipem, Eni e Tenaris. Al centro di indiscrezioni e scenari dopo l’attacco dell’AD Amos Genish ai consiglieri indipendenti, TIM procede senza particolari scossoni.

22 giugno 201815:11

Il comunicato dell’Opec non parla di un reale incremento della produzione e nemmeno delle sanzion Usa contro l’Iran. Il petrolio viene premiato dall’idea e il contratto WTI avanza di $1,55 a quota $67,09, ai massimi di seduta. Per un istante ha anche superato i massimi del 14 giugno (vedi grafico).

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22 giugno 201815:12

Detto questo sembra che un accordo di principio sia stato raggiunto dai paesi del cartello per incrementare la produzione di 700 mila barili al giorno, sulla parte alta della forchetta delle previsioni, ma comunque un livello giudicato basso dal mercato.

22 giugno 201815:43

In avvio di seduta a Wall Street il Dow Jones prova a interrompere una serie di sedute negative di otto giorni, con un rialzo di 150 punti circa (+0,6%). La settimana, tuttavia, appesantita dalle preoccupazioni relative alla guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, si chiuderà con ogni probabilità con un computo negativo. Il Nasdaq, da parte sua, ha visto azzerati i timidi rialzi dell’apertura.

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