Borse ferme ai box, road map UE di Juncker non entusiasma

13 settembre 2017, di Daniele Chicca

Sul valutario il dollaro Usa riprende forza, mentre la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,45% favorita dall’indebolimento dello yen. In Europa le Borse tengono d’occhio i nuovi dati macro sulla produzione industriale dell’Eurozona e sull’inflazione di alcuni paesi come Spagna e Germania.

Attenzione rivolta anche al discorso sullo Stato dell’Unione di Jean-Claude Juncker. Il presidente della Commissione europea ha presentato la nuova road-map del continente, esprimendo ottimismo sulla ripresa della crescita economica dell’area e annunciando che serve un ministro unico dell’Unione Europea. Piazza Affari intanto fa meglio delle altre Borse europee.

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13 settembre 201711:11

A Piazza Affari dove il listino Ftse MIB è in lieve rialzo in avvio in controtendenza rispetto alle altre Borse europee, sono richieste le banche. Unica nota fuori dal gruppo è Pop Emilia. Mediobanca guadagna lo 0,97%, ma fa ancora meglio Banco BPM, con un progresso dell’1,24%, beneficiando delle indicazioni positive arrivate da UBS. Gli analisti della banca svizzera hanno deciso di avviare la copertura sul titolo con una raccomandazione “buy” e un prezzo obiettivo a 4 euro.

In ascesa dell’1,22% pure Buzzi Unicem, che giova della promozione di Mediobanca, i cui analisti hanno rivisto la strategia sul titolo da “neutral” ad “outperform”, con un target price che scende da 24,5 a 24 euro per le azioni ordinarie e da 14,7 a 14,4 euro per quelle della categoria di risparmio.

13 settembre 201711:12

Sul fronte dei ribassi si distinguono Mediaset e Mediaset e Luxottica. La prima cede il 2,39%. Il gruppo della famiglia Berlusconi paga cara la bocciatura di Macquarie che ha tagliato il rating da “outperform” ad “underperform”, con un prezzo obiettivo più che dimezzato da 4,3 a 2,1 euro.

La lettera si abbatte ancora poi su Luxottica, con il titolo che scivola dell’1,79% per via delle incertezze sull’accordo con Essilor, il quale potrebbe prevedere tempi più lunghi del previsto. Scende dell’1,08% anche STM che sconta il ritardo nella data di consegna stabilita per il nuovo iPhone X.

13 settembre 201711:14

Tra le materie prime salgono i prezzi del petrolio, in seguito alle nuove stime dell’EIA sulla domanda di barili di greggio. Essa è destinata a registrare un’accelerazione più sostenuta del previsto quest’anno, secondo l’agenzia internazionale dell’Energia, che ha quindi rivisto al rialzo le sue previsioni per il 2017.

13 settembre 201715:59

La Borsa Usa ha aperto in lieve calo la seduta odierna, con l’indice S&P 500 che fa segnare un marginale ribasso dello 0,05%. Il Dow Jones perde lo 0,06% e il Nasdaq-100 lo 0,28%.

13 settembre 201716:03

Sul fronte macro, in agosto i prezzi alla produzione sono cresciuti dello 0,2% su base mensile, a fronte dello 0,3% delle attese. Sotto le stime anche il dato ‘core’, ossia quello calcolato al netto delle componenti più volatili, salito dello 0,1% (stime a +0,2%).

13 settembre 201716:22

I nuovi iPhone 8 e iPhone X presentati non hanno evidentemente impressionato positivamente gli investitori se si guarda all’andamento dei titoli Apple in avvio di giornata:

13 settembre 201717:48

Chiusura contrastata per i listini dell’azionario europeo.

13 settembre 201717:49

Piazza Affari ha chiuso sulla parità con l’indice Ftse Mib che segna una variazione nulla, in una seduta povera di spunti. Mediaset chiude in ribasso di quasi il 5% dopo il downgrade da parte di Macquerie. Luxottica è in ribasso di oltre il 2% sulle preoccupazioni delle decisioni dell’Antitrust con riferimento alla fusione con Essilor. Sono positive invece Unipol, Yoox e Banco BPM.

13 settembre 201717:49

Sul fronte valutario il cross euro dollaro viaggia in calo in area $1,189. L’euro è tornato a perdere terreno nei confronti del biglietto verde, allontanandosi dal picco da gennaio 2015.

13 settembre 201717:50

Tra le materie prime, il prezzo del contratto sul petrolio Wti scambia in rialzo a $48,9 al barile dopo che la International Energy Agency (IEA) ha detto che l’eccesso di offerta si sta riducendo, a causa della domanda sostenuta e del calo della produzione da parte dei Paesi Opec e non Opec.

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