Borsa Usa, rimbalzo del “gatto morto”. Volatilità massima

7 febbraio 2018, di Daniele Chicca

Dopo aver subito la perdita giornaliera più pesante della su storia lunga 122 anni lunedì, il Dow Jones ha vissuto ieri una seduta all’insegna dell’estrema volatilità, scambiando in un trading range superiore ai mille e 100 punti. I primi minuti sono stati di alta tensione con un avvio in calo di altri due punti percentuali, ma poi il paniere delle blue chip e gli altri indici principali hanno provato a reagire.

La domanda che si fanno oggi gli investitori è soltanto una: conviene o no comprare a questi livelli. Nel senso: i bruschi cali degli ultimi giorni (Fast Crash) hanno reso conveniente un investimento in Borsa o sono invece un campanello d’allarme? Secondo molti gestori e analisti dopo i record incredibili raggiunti dai listini azionari mondiali, in un contesto economico favorevole fatto da crescita coordinata e inflazione bassa, e il lungo periodo di volatilità incredibilmente contenuta, una fase di correzione era da mettere in conto ed è quasi fisiologica e salutare.

Detto questo non sono in tanti a fidarsi e la fase di correzione potrebbe perdurare. Quello di ieri sembra più il classico “rimbalzo del gatto morto” più che un ritorno dei rialzisti. Oggi l’indice S&P 500 ritraccia nonostante i guadagni delle Borse europee, mentre in Asia una seduta che era partita bene si è chiusa con una performance fiacca. L’azionario cinese ha perso terreno mentre Giappone e Corea del Sud hanno visto evaporare rialzi di anche il 3%.

L’indice allargato è partito in calo dello 0,6% dopo il balzo dell’1,7% di martedì, ma ora recupera terreno. Il Dow Jones, che perdeva 200 punti circa dopo aver guadagnato il 2,3% la seduta precedente, segna un progresso di 226 punti (+0,88%) in questo momento. La prova positiva di ieri ha consentito a Wall Street di tornare in territorio positivo quest’anno.

In tre sedute tra venerdì, quando l’incremento dei salari del 2,9% su base annuale certificato dal report occupazionale governativo usa di gennaio aveva alimentato il timore di una reflazione, e martedì il Dow Jones aveva ceduto l’8,5% dai massimi di sempre toccati nel 2018.

Sembra che Wall Street e gli operatori di Borsa devono rassegnarsi ad altre sedute agitate e di scambi i concitati come le ultime due. In fondo, dicono in coro i manager del risparmio gestito intervistati da Wall Street Italia durante l’evento ConsulenTia 2018 a Roma, il ritorno della volatilità potrebbe essere anche un fattore positivo.

Alex Scott di 7IM ritiene che “periodi come queste offrano delle opportunità ghiotte” per gli investitori che hanno un orizzonte a lungo termine e portafogli robusti. Nel frattempo Peter Garny, head of equity strategy di Saxo Bank, ha dichiarato terminato il periodo di bassa volatilità: “il regime di volatilità zero è probabilmente morto. Il 2017 e l’inizio del 2018 sono stati un’anomalia folle. Al momento gli sbalzi fanno paura, ma sono stati relativamente contenuti” in un’ottica più ampia.

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