Borsa Usa si illude dopo parole Casa Bianca su tregua commerciale

7 dicembre 2018, di Daniele Chicca

Le parole del consulente economico della Casa Bianca sul caso Huawei e sulla tregua commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina hanno migliorato, seppure brevemente, la situazione alla Borsa Usa in avvio di seduta. Il balzo non è durato molto tuttavia, con il Nasdaq che al momento cede l’1% circa sui minimi di seduta. Di analoga entità i ribassi anche per S&P 500 e Dow Jones.

Il dollaro, da parte sua, fa un bel tonfo sul Forex dopo che Larry Kudlow ha detto che il presidente Donald Trump potrebbe concedere al presidente cinese più dei 90 giorni stabiliti dai due leader mondiali al G20.

Kudlow ha sottolineato che l’America aveva avvertito Huawei, gruppo di apparecchiature tecnologiche a controllo statale da 93 miliardi di dollari di fatturato nel 2017 e un’istituzione in Cina, di fare attenzione a non violare le sanzioni Usa contro l’Iran.

Secondo il consulente di Donald Trump l’arresto della numero due Weng Whanzou in Canada – che verrà ascoltata in giornata a Vancouver – non deve per forza avere un impatto sui colloqui sul fronte commerciale con il governo di Pechino.

Kudlow ha aggiunto che i dazi imposti dalla Cina sul settore automobilistico americano saranno “ridimensionati in fretta“. Le dichiarazioni hanno dato il la a qualche acquisto alla Borsa Usa e in particolare sul Nasdaq, il paniere dei titoli hi-tech, e indebolito invece il biglietto verde (vedi grafici).

L’entusiasmo si è vanificato in fretta, tuttavia, con i tre indici principali di Wall Street che cedono dallo 0,75% all’1%.

In generale è stata tuttavia una settimana molto negativa per l’azionario mondiale e in particolare per la Borsa Usa. Gli investitori hanno chiuso le loro posizioni rialziste nei bond e nei titoli azionari, con l’appiattimento progressivo della curva dei rendimenti che ha alimentato i timori circa un rallentamento della crescita economica globale.

BofA: mercati iniziano a scontare una recessione

Gli strategist di Bank of America Merrill Lynch citano anche il possibile intensificarsi delle tensioni commerciali tra i fattori all’origine dei cali. L’inversione della curva dei tassi Usa viene interpretata come un segnale di recessione in arrivo.

Le cose sono precipitate alla Borsa Usa dopo che il chief financial officer di Huawei è stata arrestata a Vancouver su ordine degli Stati Uniti che ne hanno chiesto l’estradizione. I trader hanno paura che la vicenda possa definitivamente deteriorare i rapporti tra le due principali economie al mondo.

Il nervosismo è evidente se si guarda ai flussi in uscita dai fondi azionari e obbligazionari: ben 5 miliardi e 200 milioni e 8 miliardi e 100 milioni di dollari, rispettivamente, sono stati ritirati, secondo i dati di EPFR citati dalla banca.

“I mercati iniziano a scontare una possibile recessione in Usa, ma le autorità politiche e la Fed devono invece ancora farlo”, dicono gli analisti di Bank of America.

Lato azionario, i fondi in uscita e le liquidazioni delle posizioni nel settore dei fondi comuni (meno $10,5 miliardi il computo netto) sono stati controbilanciati dagli investimenti nei veicoli ETF (+5 miliardi e 300 milioni di dollari).

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