Borsa Milano -2%. Attacco contro Atene, rischio default cresce

15 giugno 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Mario Draghi non corre in soccorso della Grecia, come alcuni speravano, e al pari delle altre piazze europee la Borsa di Milano ha accusato una perdita pesante, accelerando al ribasso fin dalle prime battute. Il Footsie Mib ha ceduto il -2,03% a 22.414 punti. Nel continente l’azionario è in flessione per il secondo giorno di fila. Il benchmark Eurostoxx 50 ha registrato un calo del -1,75%.

Parlando al Parlamento Europeo il numero uno della Bce ha detto che ora la palla è nel campo della Grecia e spetta ad Atene accettare la proposta dei creditori. Si avvicina lo spauracchio di un default e l’azionario, l’euro e i titoli reputati ad alto rischio ne pagano le conseguenze.

Acquisti sui Bund tedeschi, con gli investitori che riscoprono la loro natura di asset rifugio. Il costo per assicurarsi contro il rischio dei titoli corporate europei è salito al massimo dallo scorso ottobre. Male i titoli della periferia. Come prevedibile le peggiori performance sono quelle dei bond greci. Il tasso decennale sale +0,86% ai massimi da gennaio, sfiorando il 13%.

La Borsa di Atene perde il -5% circa, con titoli bancari in calo anche -17%. I tassi decennali della Grecia sono balzati di 96 punti base fino a sfiorare il 13%%, testando il massimo dalla fine di aprile. Focus sui bond con scadenza a due anni, che hanno visto i tassi volare fino al 28,3%.

Sul valutario, l’euro riduce le perdite sul finale e cede -0,16% a $1,1248. Occhio alla volatilità a un mese del cambio euro/dollaro che, stando a quanto riportato da Bloomberg, ha raggiunto il 14,39%, al record dal dicembre del 2011. Dollaro/yen +0,07% a JPY 123,48. Euro/franco svizzero +0,65% a CHF 1,0525; euro/yen -0,10% a JPY 138,88. Euro/sterlina -0,16% a 0,7229.

“Così come si presenta la situazione, la logica è di andare long sui bond tedeschi e di vendere quelli dei paesi periferici – ha commentato in un’intervista rilasciata a Bloomberg Christoph Rieger, responsabile della divisione di strategia sul reddito fisso di Commerzbank, a Francoforte – Pensavamo che una qualche forma di compromesso sarebbe stata raggiunta ma così non è stato (compromesso tra Grecia e creditori).

I rendimenti sui Bund decennali sono in calo e oscillano attorno allo 0,80%, dopo aver testato lo scorso 10 giugno l’1,06%, il record dallo scorso settembre. Balzo per i tassi sui BTP decennali, che sono saliti fino al 2,33%, segnando l’aumento più forte dallo scorso 2 giugno.

“Siamo a favore delle strategie di avversione al rischio – ha riferito in un’intervista rilasciata a Bloomberg Mohit Kumar, responsabile della strategia sui tassi presso la divisione bancaria corporare e di investimenti di Credit Agricole – Sebbene riteniamo che un accordo alla fine sarà raggiunto, è possibile che la situazione peggiori, prima di migliorare. Il cammino sarà all’insegna di una volatilità maggiore”.

L’ennesima delusione arriva dal fronte Grecia. Stando a quanto riporta Reuters, il ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis, avrebbe detto al quotidiano tedesco Bild che lo scenario “Grexit” non è una soluzione, aggiungendo che “l’unica via possibile per la Grecia” consiste nella ristrutturazione del debito. “Non vogliamo altri soldi”, ha detto Varoufakis, sottolineando che la Germania e il resto dell’Eurozona ne hanno già dato ad Atene “troppi”.

Secondo alcuni analisti, i mercati avrebbero in ogni caso già scontato il rischio default per il paese ellenico. “Direi che il mercato ha già prezzato un default – ha detto, in un’intervista rilasciata alla Cnbc, Tetsuro Li, direttore generale di Commons Asset Management. La pensa diversamente Rajiv Biswasm responsabile economista presso IHS Global Insight, che ha riferito alla Cnbc che se la Grecia facesse default sul suo successivo pagamento del debito, ci sarebbero turbolenze sui mercati finanziari. E soprattutto, una situazione del genere “solleverebbe interrogativi su cosa accadrebbe dopo”.

Tra i titoli europei sotto i riflettori, Metro AG in calo fino a oltre -5%, dopo aver raggiunto un accordo per vendere i suoi negozi Galeria Kaufhof a Hudson’s Bay per 2,8 miliardi di euro.

Smobilizzi sui mercati asiatici, anche qui incombe lo spettro di un default della Grecia. Nikkei -0,09%, Hong Kong -1,35%, Sidney -0,12%, Shanghai la più colpita con una flessione -1,12%, Seoul -0,48%.

Tra i titoli scambiati a Hong Kong, focus su Prada, che ha perso più del 5%, dopo che la società di moda ha lanciato un allarme sulle condizioni di mercato difficili dell’Asia-Pacifico.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio -1,22% a $59,23 al barile. Brent -1,47% a $62,93. Tra i metalli preziosi, che Marc Faber ha consigliato di possedere in vista dell’implosione del sistema finanziario globalee, l’oro cancella le perdite ed è poco variato a $1.181,59 l’oncia. Argento +0,54% a $16,06.

(Lna-DaC)

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