Economia

Borsa Milano +3,4%. Petrolio sopra $40, euro accelera al ribasso

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

MILANO (WSI) – Piazza Affari chiude in gran rialzo a braccetto con l’azionario europeo, complice il miglioramento del sentiment, gli acquisti sui mercati asiatici e la maxi revisione al rialzo del Pil Usa del secondo trimestre, salito su base annua a un ritmo del +3,7%, meglio delle attese e rispetto al +2,3% inizialmente reso noto.

Il Ftse Mib ha guadagnato +3,39% a 22.201,24 punti. Acquisti sulle banche, ma anche sugli industriali ed energetici, i due settori che più influiscono sull’andamento del listino.

Sulla borsa di Francoforte, l’indice Dax balza +3,42%, Parigi +3,36%, Madrid +2,88. Positive le notizie arrivate dal fronte macroeconomico dell’Eurozona, che hanno messo in evidenza il rialzo della fiducia delle imprese, in Francia, al record in quattro anni, e l’accelerazione del Pil spagnolo nel secondo trimestre, +3,1%, al ritmo più alto su base annua dal 2007.

La nuova iniezione di liquidità sui mercati da parte della Cina è stata accolta positivamente dall’indice di Shanghai, balzato oltre +5%, +5,4%, al di sopra della cruciale soglia psicologica dei 3.000 punti.

Ma il rally è stato sostenuto anche da alcuni rumor, secondo cui Pechino si starebbe preparando a nuovi interventi a favore dell’azionario, coinvolgendo le decisioni di investimento dei fondi pensione. In particolare, le indiscrezioni anticipano che ai fondi statali potrebbe essere richiesto di investire fino a 1/3 del capitale sulle azioni. Quella di oggi è stata la seduta migliore di Shanghai dallo scorso 9 luglio, che ha interrotto tra l’altro sei sessioni di pesanti perdite. Successive indiscrezioni hanno rivelato che il governo cinese ha acquistato titoli delle blue chip nella sessione odierna, e che nuovi interventi saranno messi a punto almeno fino a quando saranno celebrati l’anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale e la vittoria contro il Giappone.

Tra gli altri listini asiatici Hong Kong +3,33%, Sidney +1,17%, Tokyo +1,08%.

Influenza positiva anche da Wall Street, che ha riportato la migliore sessione dal 2011 e che è pronta a partire al rialzo dopo la pubblicazione del Pil Usa. Le condizioni di salute del prodotto interno lordo degli Stati Uniti riportano sul tavolo della Fed l’opzione di un rialzo dei tassi a settembre, fattore che fa salire il dollaro, mettendo sotto pressione l’euro e l’oro.

In ambito valutario, gli acquisti sul dollaro pesano sulla moneta unica, che in mattinata aveva già bucato la soglia di $1,13, e che ora accelera al ribasso con -0,62% a $1,1244. Dollaro/yen +0,54% a JPY 120,57. Euro/sterlina -0,28% a GBP 0,7297. Euro/yen -0,10% a JPY 135,54. Euro/franco svizzero -0,22% a CHF 1,0776.

I futures sul petrolio americano +3,96% a $40,13 al barile. Brent +3,87% a $44,81. Oro riduce le perdite seguite immediatamente alla pubblicazione del dato relativo al Pil, piatto con -0,07% a $1.123,80. Argento +0,78% a $14,15. (Lna)