Borsa Milano +1%: snobbati rumor downgrade di Moody’s

4 dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – La Borsa di Milano chiude saldamente al territorio positivo, continuando a beneficiare del dietrofront dello spread, salendo dell’1,03%, con il Ftse Mib che si attesta sopra la soglia dei 16.000 punti, riagguantata durante il rally della vigilia. Snobbati i rumor riguardanti eventuali declassamenti da parte di Moody’s nell’area euro.

I mercati hanno guardato anche oggi all’accordo per l’acquisto di debito greco da parte del governo di Atene e ignorano invece la mancata intesa sull’unione bancaria all’Eurogruppo, in corso di svolgimento oggi a Bruxelles. Tutto si gioca sul piano politico e proprio per questo difficilmente qualcosa di importante si smuovera’ prima delle elezioni tedesche del prossimo settembre. In Germania la Cancelliera Angela Merkel sembra avviata verso la conferma, ma la campagna elettorale e’ appena iniziata.

Sullo sfondo restano ancora le incognite sul compromesso del fiscal cliff. Situazione di stallo, i repubblicani della Camera hanno rifiutato la proposta del presidente Barack Obama volta a un aumento delle tasse, contro proponendo tagli alle spese per $1.400 miliardi e $800 miliardi di nuove entrate, che sarebbero possibili a loro avviso attraverso una limitazione degli sgravi fiscali e stabilendo un massimo per le deduzioni dei più ricchi. Ma la loro controproposta non include una maggiore tassazione per i più ricchi, e non va incontro dunque a un’esigenza che Obama considera essenziale

Massima attenzione allo spread tra Btp e Bund decennale, che alla vigilia ha toccato il minimo dell’era Monti, scendendo sotto quota 300 punti base, fino a 292 punti base. Il premier ha stabilito un target ben preciso: quello di portare il differenziale tra rendimenti decennali a quota 287 punti base, “la metà del livello da cui siamo partiti un anno fa”. In Senato oggi la discussione sulla Tobin Tax, ovvero sulle transazioni finanziarie: si prevede un aumento delle aliquote.

Secondo il ministro dell’Economia Grilli il calo degli spread in Italia e Spagna è dovuto a “un insieme di fattori: l’Europa, e l’Italia in particolare, stanno assolvendo ai propri impegni, che stanno diventando operativi, e quindi c’è un giudizio positivo dei mercati che hanno riacquistato fiducia nell’euro e nell’Italia”. Il capo del dicastero del Tesoro ha poi precisato che non si possono fare manovre anticicliche utilizzando i soldi risparmiati con l’abbassamento dei tassi di interesse.

Occhio anche alla Spagna, con le banche del paese pronte a ricevere dall’Europa 39,5 miliardi di euro di aiuti, dopo la riunione lampo dell’Eurogruppo. Dal fronte macroeconomico, dati negativi arrivano proprio da Madrid, con il numero dei disoccupati che cresce a novembre a 4,91 milioni di unità, in rialzo +11% in un anno.

In calendario la riunione dell’Ecofin, in cui i ministri delle finanze europei hanno affrontato la questione dell’ Unione bancaria. Ma l’incontro si è appunto concluso con una fumata nera: a tal proposito, la Francia si è detta d’accordo a un potenziamento del ruolo della Bce, dunque a una supervisione da parte dell’Eurotower di tutte le banche europee. Posizione, questa, che non ha trovato – come era prevedibile – il consenso della Germania, che già in passato ha mostrato non poche riserve su questa ipotesi. Si è fatta subito sentire infatti la voce del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, che ha detto no alla vigilanza Bce su tutte le banche tedesche.

Azionario asiatico in calo sulla scia del dato Usa relativo all’attività manifatturiera che ha registrato un calo inatteso. Di fatto, l’ISM è sceso a novembre a quota 49,5 punti dai 51,7 precedenti, tornando in una fase di contrazione. Nuovi dubbi sulla solidità della ripresa economica degli Stati Uniti.

BTP – Spread Italia-Germania a 10 anni -0,11% a 306,65 punti base, ma era arrivato a scendere di nuovo sotto la soglia psicologica dei 300 punti. Tasso decennale -0,37% a quota 4,46%. Tasso spagnolo -0,10% al 5,24%. Attenzione alle tensioni politiche che si fanno sempre più accese. In primo piano la minaccia arrivata dall’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che torna a parlare della possibilità di far cadere il governo Monti. L’attacco, è necessario puntualizzarlo, non è solo contro Monti ma anche contro lo spread, in quanto ciò che i mercati temono è che l’Italia torni nel caos in vista delle elezioni politiche. L’economia del paese rimane in ginocchio, sia per le misure di austerity che per i debiti – che le prime evidentemente non riescono a risanare-. Rischiano il commissariamento la provincia di Milano e il comune di Torino.

ALL’INTERNO DEL FTSE MIB – Riflettori puntati su Telecom Italia dopo l’offerta di acquisizione su Telecom Italia Media lanciata dal fondo di private equity Clessidra. Un’offerta che sarebbe comunque scesa dai 300 milioni iniziali. Il titolo trae giovamento inoltre dal parere positivo di Deutsche Bank.

Banche tutte solide con MPS salita del 6,96%, Ubi Banca +3,8%, Unicredit +2,40%.
Guadagnano piu’ di due punti percentuali anche Banco Popolare e Pop Milano. Tra gli altri settori, bene Fiat nonostante il crollo delle immatricolazioni di auto in Italia. Tra i nomi in controtendenza, cedono oltre l’1% Tenaris (-1,17%), Campari (-1,14%) e Exor -1,04%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, l’euro +0,32% a $1,3095. Dollaro/yen -0,41% a JPY 81,89. Euro/yen -0,06% a JPY 107,26. Da segnalare il movimento laterale della moneta unica; per uno strappo al rialzo fondamentale il superamento della resistenza a quota $1,3300, in corrispondenza di supporti che viaggiano attorno a $1,2640.

Sul fronte delle commodities, commodities, i futures sul petrolio -1,32% a quota $87,91, oro -1,48% a $1.695,70.

Sul fronte valutario e delle commodities, occhio ai vari supporti e resistenze dei principali rapporti di cambio, oro e petrolio. In particolare, il prossimo target per la moneta unica è in corrispondenza di $1,32.

GLI HIGHLIGHT DI GIORNATA

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Banche Usa: migliore trimestre dallo scoppio della crisi.

“Usa non guariranno prima di 10 anni”.

Borse europee positive con comparto bancario, Milano +1,15%.

Analisi ciclica, Ftse Mib: la ripresa viene dall’India.

Ocse, a ottobre inflazione sale a 2,3% (+0,1%) su prezzi energia.

Ue: Efsf colloca 1,43 mld a tre mesi con rendimento negativo.

Unione bancaria: decisione rinviata al 12 dicembre.

Abi: rinviamo Basilea 3 per l’economia. Macchè: la richiesta è per le banche.

Accordo Grecia: vincono gli hedge fund, Europa sconfitta.

Casa/ Ance: Giù del 23,9% compravendite, Imu è patrimoniale.

Germania: A Novembre Immatricolazioni Auto -3% Su Anno.

Costruzioni/ Ance: Da inizio crisi persi mezzo mln posti lavoro.

Crisi: Morelli (bofa Italia), Dopo Elezioni Politiche Per Crescita.

Banche: Grilli, Prevedere Supervisione Decentralizzata Tra Bce E Stati.

Francia: anche per la Germania è il vero problema dell’Europa.

Banche/ Abi:Rinviare Basilea 3 è aiuto a Pil, imprese e famiglie.

Spagna: nuovo record disoccupazione, a novembre sale al 25%.

Industria: Eurostat, prezzi produzione su dello 0,1% a ottobre.

Guerra valute, FMI: capitali non sono liberi di muoversi.

Borse Europee: Avvio Contrastato Per I listini.

Borsa: Tokyo chiude in ribasso, Nikkei -0,27%.

Telecom/ Patuano: Sullo scorporo della rete il quadro è aperto.

Caos Imu: attenti alle trappole dei versamenti.

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