BORSA ITALIANA:
SI DECIDE TUTTO
A QUOTA 27.000

20 dicembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

*Financial Trend Analysis e’ una societa’ che opera nel settore dell’Analisi Tecnica. Le analisi di borsa qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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(WSI) –
Gli scambi sui mercati azionari gestiti da Borsa Italiana sono risultati molto elevati nei primi 11 mesi del 2005, tanto da aver già superato in termini di controvalore il totale dei volumi registrati nell’intero 2000, anno che deteneva il precedente record per il mercato italiano. Il valore complessivo dei volumi è stato pari a 885,6 miliardi di euro 16,5 miliardi in più (in 11 mesi) del totale del 2000.

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Se da un lato questi risultati permettono agli ottimisti di sperare in un futuro tutto al rialzo per il nostro listino (i prezzi nel 2005 sono saliti e lo hanno fatto con volumi in netta crescita, un binomio che in analisi tecnica è quasi una garanzia per il proseguimento di un uptrend), dall’altro offrono argomenti ai “contrarian” per pensare che il mercato abbia raggiunto dei picchi difficilmente superabili in un prossimo futuro (volumi così elevati significano che già tutti i capitali possibili sono arrivati in Borsa, e che quindi da questi livelli i prezzi potranno solo sgonfiarsi).

Entrambe le argomentazioni sono sulla carta convincenti e potrebbero creare quindi una comprensibile perplessità nella mente degli investitori. Per tentare di capire se una delle due tesi ha dei meriti tali da poter prevalere sull’altra è possibile effettuare una analisi approfondita delle statistiche relative agli scambi sul mercato azionario in questi primi 11 mesi dell’anno. La media giornaliera dei controvalori scambiati calcolata su base mensile mostra tre picchi ad aprile, giugno ed ottobre.

Osservando il grafico dell’indice Mibtel è possibile vedere che gli unici due mesi del 2005 in cui il mercato ha fatto registrare un evidente ribasso sono stati quello di aprile e di ottobre (ad agosto i prezzi hanno archiviato una sostanziale parità tra apertura e chiusura del mese, in tutte gli altri mesi si sono visti dei movimenti di rialzo consistenti, soprattutto nella seconda parte dell’anno, ad eccezione del mese di giugno). I volumi maggiori sono quindi stati registrati in concomitanza di movimenti di ribasso dell’indice, un indizio non particolarmente incoraggiante se si tiene presente che in analisi grafica i volumi sono considerati il secondo indicatore più rilevante dopo la serie dei prezzi.

Il fatto che la partecipazione del mercato sia stata maggiore durante le fasi di ribasso non deve tuttavia necessariamente fare pensare ad una nascosta fragilità del trend rialzista visto negli ultimi mesi: gli scambi più intensi potrebbero essere stati concentrati nella parte inferiore del range mensile, con gli investitori pronti ad approfittare dei ribassi dei prezzi per accumulare nuove posizioni di acquisto.

L’analisi del grafico settimanale e dei relativi volumi per i due mesi di aprile ed ottobre non sembra tuttavia confermare l’ipotesi più tranquillizzante: gli scambi sono stati più intensi nelle ottave di maggiore ribasso, mentre la ripresa dei prezzi è avvenuta in presenza di volumi calanti (eclatanti in questo senso le prime due settimane di novembre). Per capire se i timori derivanti dall’analisi dei volumi sono fondati e se quindi il mercato rischia di andare incontro ad una pausa o addirittura ad un ripiegamento sarà necessario attendere di verificare il comportamento dei prezzi in prossimità dei 27mila punti di Mibtel.

Il superamento di questo ostacolo indicherebbe in modo chiaro la ripresa del trend rialzista attivo da agosto 2004, mentre difficoltà a lasciarsi questa quota alle spalle potrebbero indicare la costruzione di una figura di continuazione (un rettangolo) o addirittura una figura ribassista (un doppio massimo). Nel primo caso, se quello in procinto di essere realizzato fosse un pattern di continuazione l’evoluzione dei prezzi sarebbe solamente verso una pausa del precedente trend rialzista, con movimenti di Mibtel limitati ai 24500 punti al massimo e forti supporti intermedi a 25200 e 24700, base dei gap lasciati dai prezzi il 3 novembre ed il 31 ottobre.

Nel caso invece che quello in preparazione sia un doppio top i prezzi scenderebbero anche al di sotto dei 24500 punti per andare ad interessare area 21000 circa. Ovviamente i due scenari sono molti diversi come implicazioni, tuttavia per il momento è difficile dire quale dei due potrebbe essere il favorito, o anche solo se uno di essi si realizzerà: basterebbe infatti il superamento di area 27mila per rendere superflue queste considerazioni.

La strategia migliore per l’investitore in questa fase è quella della pazienza, da non confondere con la passività. I portafogli di investimento in essere possono rimanere invariati, a patto di seguire il mercato con attenzione in caso di una discesa pronti ad alleggerire progressivamente le posizioni al di sotto di 25200 e 24700 per ridurle poi drasticamente solo a seguito di una decisa violazione di area 24300/500. Oltre i 27000 punti invece si potrebbe tornare compratori, con un target intorno a quota 30000, con una rivalutazione attesa quindi superiore al 10%.

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