Boris Johnson: “Brexit potrebbe essere un tracollo”

8 giugno 2018, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – E’ ancora nel caos più totale la trattativa sui negoziati per la Brexit. Il premier inglese Theresa May ha presentato un piano B su come gestire i controlli alla frontiera interna irlandese dopo l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue.

La chiave di volta sarebbe un accordo doganale temporaneo che mantenga un’unione de facto: in sostanza restare nell’unione doganale fino alla fine del 2021, e forse oltre, in attesa di trovare un’altra soluzione per evitare il ritorno della frontiera fisica tra Irlanda e Irlanda del Nord.

Un accordo questo che ha evitato una crisi di governo per la May visto che il ministro inglese per la Brexit, David Davis, aveva minacciato dimissioni il timore che la Gran Bretagna si trovasse a restare nell’unione doganale a oltranza. Così la premier ha trovato il compromesso inserendo il limite temporale di 1 anno. La scadenza finale sarà quindi il dicembre 2021, dopo di che la Gran Bretagna lascerà il mercato unico e l’unione doganale in ogni caso.

Come reagirà l’Unione europea? Il capo negoziatore Ue, Michel Barnier, ha risposto via Twitter:

“Accolgo positivamente la pubblicazione della proposta del Regno Unito sugli aspetti doganali del backstop Irlanda-Irlanda del Nord (…) la esamineremo con 3 domande: è una soluzione che funziona per evitare una frontiera fisica? Rispetta l’integrità del Mercato Interno e dell’unione doganale? E’ un backstop per ogni evenienza?”

A esprimere profonda preoccupazione è il ministro degli esteri inglese Boris Jhonson che parla di un tracollo della Brexit, come riporta il sito BuzzFeed News.

“Dovete accettare il fatto che la Brexit possa tradursi in un tracollo“, avrebbe detto il ministro a circa 20 commensali ad una cena privata organizzata dall’Institute of Directors.

“La Brexit è irreversibile ma il rischio è che non sarà quello che vogliamo. Ma non voglio che nessuno panichi durante questo tracollo, alla fine tutto si sistemerà (…) Se non si fanno i cambiamenti adeguati, se non si hanno gli attribuiti per seguire una politica indipendente, non si otterranno mai i benefici economici e politici della Brexit”.

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